Albenga accelera sui bandi: 14 stabilimenti balneari e altre concessioni verso la gara pubblica

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La Giunta comunale ha approvato l’atto di indirizzo che avvia il riordino delle concessioni demaniali marittime turistico-ricreative: non è ancora il bando, ma è il documento che stabilisce quali concessioni andranno a gara, quali resteranno fuori dalla procedura ordinaria e quali criteri guideranno la selezione dei futuri concessionari.

Albenga compie un passo formale e politicamente rilevante nel percorso di riordino delle concessioni demaniali marittime. Con la deliberazione di Giunta n. 107 del 20 marzo 2026, il Comune ha approvato un atto di indirizzo che punta all’immediato svolgimento delle procedure ad evidenza pubblica per le concessioni turistico-ricreative di competenza comunale, in coerenza con il quadro euro-unitario, nazionale e regionale ormai consolidato contro le proroghe automatiche.

Il primo dato da chiarire è che il provvedimento non coincide ancora con i bandi di gara. Il documento approvato dalla Giunta fissa infatti la cornice amministrativa e i criteri generali, rinviando ai successivi bandi e disciplinari la definizione puntuale dei punteggi e delle regole operative per ciascuna categoria concessoria.

Dalla ricognizione effettuata dall’Ufficio demanio marittimo emerge un quadro articolato. Nel territorio comunale risultano presenti 14 stabilimenti balneari, 13 aree per strutture ricettive e attività ricreative e sportive, 4 aree in concessione ad associazioni senza scopo di lucro, 3 concessioni per ristorazione e somministrazione, 2 per esercizi commerciali, 1 per servizi di altra natura, oltre a spiagge libere attrezzate in capo al Comune, concessioni comunali per funzioni istituzionali, punti di ormeggio, pesca professionale e impianti tecnologici.

Non tutte queste posizioni, però, seguiranno lo stesso percorso. Il Comune dichiara di voler promuovere la gara per le concessioni turistico-ricreative contendibili, cioè soprattutto stabilimenti balneari, attività ricettive e sportive, ristorazione, commercio e servizi di altra natura, mentre vengono escluse dalla procedura ordinaria le concessioni rientranti nell’articolo 4, comma 1-bis, della legge 118 del 2022, quelle caratterizzate da non contendibilità per connessione esclusiva con attività o proprietà esterne al demanio, e quelle collocate nel porto rifugio dell’Isola Gallinara.

Per le concessioni affidate ad associazioni sportive dilettantistiche o comunque riconducibili alla sfera delle attività non economiche, il Comune prevede un diverso itinerario. In questi casi si procederà mediante domanda di rinnovo con modello D2, seguita da pubblicazione all’albo pretorio e sui siti istituzionali del Comune e della Regione Liguria per almeno 30 giorni, così da consentire osservazioni ed eventuali manifestazioni di interesse.

C’è poi un altro fronte rinviato. Le aree del litorale tra l’argine in sponda sinistra del fiume Centa e la zona antistante la piscina comunale, dove la linea dividente demaniale non risulta ancora rappresentata e dove il PUD individua anche tre aree “asservite ad uso campeggio”, non saranno assegnate subito con gara, perché il Comune attende la definizione della delimitazione ex articolo 32 del Codice della navigazione e si riserva di chiudere la questione prima dell’avvio della stagione balneare 2027.

Il cuore dell’atto è però costituito dai criteri che dovranno orientare i bandi. Il Comune richiama la normativa europea, l’articolo 37 del Codice della navigazione, la legge 118 del 2022 e la legge regionale ligure n. 26 del 2017, chiarendo che l’obiettivo non è scegliere semplicemente chi offre di più, ma il soggetto capace di assicurare una gestione del bene demaniale conforme al “più rilevante interesse pubblico”.

In questa logica si collocano i criteri maggiori che rappresentano già adesso la vera architettura delle future gare. Il documento valorizza anzitutto la riqualificazione e la messa in sicurezza delle strutture, la sostenibilità ambientale, il rispetto del PUD e delle linee guida regionali, oltre alla salvaguardia del paesaggio e alla tutela dei valori storico-culturali del territorio.

Accanto alla componente urbanistica e paesaggistica, la delibera assegna grande rilievo agli investimenti con ricaduta pubblica. Tra gli elementi qualificanti compaiono infatti la realizzazione o il miglioramento di opere di viabilità, parcheggi, infrastrutture a servizio della collettività, nonché gli interventi di difesa costiera e di protezione del litorale, considerati espressamente anche sotto il profilo delle tempistiche di esecuzione.

Molto forte è anche l’attenzione ai servizi resi oltre il perimetro stretto della concessione. L’atto richiama la necessità di garantire accessibilità e fruibilità del mare anche per le persone con disabilità, di favorire l’uso delle aree in periodi non limitati all’alta stagione, di assicurare la pulizia di tratti di spiaggia libera o di aree limitrofe, nonché, in alcuni casi, di prevedere servizi come docce, spogliatoi, servizi igienici e persino estensioni del salvamento a favore di zone vicine.

Il Comune guarda poi con attenzione alla qualità sociale ed economica delle proposte. Nei criteri indicati compaiono tariffe differenziate o ridotte per particolari categorie di utenza, misure di inclusione sociale, programmi di formazione e riqualificazione professionale, innovazione tecnologica, certificazioni di qualità, esperienza del concorrente e piano occupazionale, con attenzione anche all’assorbimento del personale già impiegato dal concessionario uscente.

Dal punto di vista temporale, la delibera fissa alcuni paletti molto chiari. Le future concessioni potranno avere una durata massima di 15 anni, i bandi dovranno prevedere un termine di presentazione delle domande non inferiore a 30 giorni e il Comune indica il 30 settembre 2026 come scadenza finale entro cui definire le procedure avviate.

Non meno importante è il capitolo indennizzi. Il Comune ricorda di aver già individuato il professionista cui i concessionari uscenti potranno rivolgersi per la redazione delle perizie asseverate e segnala che, in mancanza del decreto ministeriale attuativo, l’eventuale indennizzo dovrà essere calcolato considerando soltanto gli investimenti non ancora ammortizzati relativi alle strutture inamovibili strettamente necessarie al servizio e trasferite al nuovo concessionario.

Il dato politico-amministrativo, in definitiva, è netto. Albenga sceglie di separare le concessioni contendibili da quelle non contendibili o soggette a disciplina speciale, avviando per le prime il percorso verso la gara e rinviando per le seconde una soluzione differenziata, ma in ogni caso sottraendo il sistema locale alla logica delle proroghe generalizzate che la giurisprudenza ha ripetutamente ritenuto incompatibili con il diritto europeo.

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