La Regione Abruzzo prova a ritagliarsi un ruolo nel dibattito nazionale sulle concessioni demaniali marittime. La Prima Commissione del Consiglio regionale ha infatti avviato l’esame della proposta di legge presentata dai consiglieri di maggioranza Leonardo D’Addazio Lugini, Lorenzo Sospiri, Carla Mannetti e Vincenzo Di Matteo, con l’obiettivo di effettuare una ricognizione completa del demanio marittimo regionale per verificare l’effettiva disponibilità delle aree e l’eventuale sussistenza della cosiddetta “scarsità della risorsa”, presupposto alla base dell’applicazione della direttiva Bolkestein.
L’iniziativa, confermata dal Consiglio regionale dell’Abruzzo, non modifica il quadro normativo nazionale sulle concessioni né introduce proroghe o deroghe alle gare. Punta invece a dotare la Regione di uno strumento conoscitivo che fotografi con precisione la situazione della costa abruzzese. Il cuore della proposta prevede che, entro 45 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Regione realizzi una ricognizione dell’intero demanio marittimo. L’indagine dovrà individuare le superfici già occupate dalle concessioni, le aree ancora disponibili, il rapporto tra spiagge libere e spiagge in concessione e, soprattutto, verificare se lungo il litorale abruzzese esista realmente una situazione di scarsità della risorsa naturale.
I risultati saranno successivamente trasmessi ai Comuni costieri affinché possano costituire un supporto conoscitivo nelle future procedure amministrative relative alle concessioni. La verifica della scarsità della risorsa rappresenta oggi uno degli aspetti più discussi della disciplina delle concessioni balneari. La giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea ha infatti chiarito che il ricorso alle procedure selettive trova fondamento proprio nell’effettiva limitatezza della risorsa naturale disponibile e non può essere dato per presunto in ogni territorio. Proprio su questo punto si concentra la proposta abruzzese, che mira a fornire una base dati ufficiale sulla reale disponibilità del demanio marittimo regionale.
L’esame in Commissione rappresenta soltanto il primo passaggio del percorso legislativo. Nelle prossime settimane saranno ascoltati i sindaci dei Comuni costieri e gli altri soggetti interessati, prima dell’eventuale approvazione del testo da parte della Commissione e del successivo approdo in Consiglio regionale. Sarà quindi il confronto istituzionale a definire l’assetto definitivo della proposta.
Un’iniziativa che potrebbe avere rilievo nazionale
Pur non incidendo direttamente sulla disciplina delle concessioni vigente, la proposta potrebbe assumere un’importanza significativa nel dibattito nazionale. Una ricognizione ufficiale della disponibilità del demanio marittimo consentirebbe infatti di disporre di dati oggettivi sulla situazione della costa abruzzese, offrendo un elemento di valutazione concreto sul tema della scarsità della risorsa, destinato a rimanere centrale nelle future procedure di affidamento delle concessioni balneari.
L’esito dell’iniziativa sarà quindi seguito con attenzione non solo dagli operatori del settore e dagli enti locali, ma anche dalle altre Regioni impegnate ad affrontare la delicata fase di transizione verso il nuovo sistema di assegnazione delle concessioni demaniali marittime.
L’iniziativa della Regione Abruzzo, è molto importante per il fatto che applica le norme comunitarie correttamente, in particolare quanto è previsto dalla direttiva Bolkestein.
Infatti, per l’applicazione delle disposizioni dell’articolo 12, della direttiva Bolkestein, deve essere dimostrato che in un Comune costiero italiano tutto il suo fronte-mare balneabile è occupato da concessioni balneari.
Se nel Comune costiero, sono disponibili delle spiagge libere, le disposizioni dell’articolo 12, non sono applicabili alle concessioni demaniali.
In questo caso, non c’è l’OBBLIGO delle evidenze pubbliche per il rilascio delle concessioni demaniali ed. è possibile il RINNOVO automatico. (Sentenza Corte UE, del 20 aprile 2023, di Ginosa)
L’iniziativa della Regione Abruzzo dovrebbe essere recepita anche da tutte le altre Regioni costiere italiane.