La richiesta al presidente dell’Emilia-Romagna era stata formalizzata oltre un mese fa. Bonazza: «Non chiedo di stabilire a priori se le spiagge siano scarse, ma di individuare criterioggettivi e uniformi per accertarlo».
Il 18 settembre 2026 Coralba Bonazza aveva già scritto al presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, chiedendo di valutare la predisposizione di linee guida regionali uniformi per l’accertamento della scarsità delle risorse demaniali marittime. Una richiesta articolata, fondata sulla giurisprudenza europea e sulla necessità di evitare che ogni Comune costiero sia lasciato solo nell’individuazione dei parametri tecnici e amministrativi necessari alla valutazione della risorsa naturale. Ricostruendo le ragioni della propria iniziativa, Bonazza spiega: «Avevo evidenziato il rischio di interpretazioni differenti tra territori appartenenti alla stessa Regione, con possibili conseguenze in termini di incertezza amministrativa e contenzioso».
La richiesta era stata preceduta anche da un confronto con Paolo Calvano, durante il quale Bonazza aveva chiarito la propria posizione: la ricognizione territoriale compete ai Comuni, ma la Regione può svolgere un ruolo fondamentale di indirizzo metodologico. Il 14 ottobre 2026, meno di un mese dopo la comunicazione inviata a de Pascale, la Regione Calabria ha approvato, con deliberazione n. 663, specifiche linee guida per la valutazione della scarsità della risorsa spiaggia e dell’interesse transfrontaliero certo. Il documento prevede verifiche cartografiche, parametri quantitativi, indicatori qualitativi, relazioni tecniche e una verifica regionale degli esiti.
Commentando il provvedimento calabrese, Bonazza osserva: «La Calabria ha adottato uno strumento amministrativo che affronta esattamente la questione sulla quale avevo sollecitato un intervento dell’Emilia-Romagna. Naturalmente ogni modello deve essere valutato alla luce della normativa applicabile e della giurisprudenza europea. Ma questo precedente dimostra che è possibile predisporre un supporto metodologico regionale».
Nella comunicazione del 18 settembre, ricorda inoltre Bonazza, erano già stati indicati diversi elementi da considerare: estensione del litorale, superfici demaniali effettivamente utilizzabili, aree concesse, spiagge libere, accessibilità, fenomeni erosivi e vincoli ambientali. Il tema assume particolare rilevanza anche a Comacchio, dove il Consiglio comunale ha recentemente affrontato la questione dell’accertamento della scarsità della risorsa costiera.
La vicenda si collega inoltre alla terza petizione presentata da Bonazza al Parlamento europeo, registrata con il numero 2193/2026, dedicata ai criteri di accertamento della scarsità delle risorse naturali ai sensi dell’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE. Rilanciando la propria sollecitazione nei confronti della Regione Emilia-Romagna, Bonazza dichiara: «Torno quindi a chiedere pubblicamente al presidente de Pascale quale seguito sia stato dato alla mia comunicazione del 18 settembre, se esistano già strumenti regionali condivisi e, in caso contrario, se la Regione intenda valutarne la predisposizione».
In conclusione, Bonazza ribadisce il senso della propria iniziativa: «Non chiedo di affermare o negare preventivamente la scarsità delle spiagge. Chiedo che sia accertata con un metodo trasparente, documentato e giuridicamente sostenibile, a tutela delle amministrazioni, degli operatori economici e dei cittadini».