Il conto alla rovescia si è fermato giovedì 10 settembre alle 13. A quell’ora, negli uffici di via Rosaspina, si è chiusa la prima gara vera per le spiagge di Rimini: 27 concessioni demaniali marittime messe a bando sul litorale nord, 38 domande arrivate. Un rapporto di poco più di una offerta e mezza per lotto, che non fa gridare all’assalto ma certifica una cosa: la competizione, dopo vent’anni di rinvii, esiste.
Le aree in gioco sono le zone di solo ombreggio comprese tra Torre Pedrera e Viserbella, quelle che completano gli stabilimenti sorti su terreni privati, i cosiddetti “terreni Ceschina”. Un perimetro tecnico, quasi di nicchia, scelto non per caso: è il terreno meno accidentato su cui provare la macchina amministrativa prima di affrontare il grosso del litorale.
Come funziona il bando
Il bando è stato pubblicato il 10 giugno sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna e sul portale appalti del Comune, con termine per le offerte fissato al 10 settembre. Procedura aperta, responsabile del procedimento Catia Caprili, riferimenti all’articolo 36 del Codice della Navigazione e alla direttiva 2006/123/CE. Le concessioni durano cinque anni. Ogni operatore poteva presentare offerta su tutti e 27 i lotti, ma può aggiudicarsene uno solo: una clausola anti-concentrazione che risponde in anticipo al timore più diffuso tra i bagnini. I valori stimati dei lotti vanno da circa 17.600 a 110.772 euro.
Il punto politicamente più significativo sta nei pesi: 90 punti all’offerta tecnica, 10 all’offerta economica. Non vince chi paga più, ma chi promette la spiaggia migliore. Le direttrici, tracciate dalla legge 118 del 2022, premiano la qualità e le condizioni del servizio — personale qualificato, accoglienza, copertura Wi-Fi, accessibilità — la qualità di ombrelloni e lettini, i servizi dedicati alle famiglie con attività ludiche e sportive, la valorizzazione dell’esperienza al mare delle persone con disabilità attraverso attrezzature specifiche, la sicurezza dei lavoratori e la tutela dell’ambiente, oltre all’esperienza tecnica e professionale maturata nel comparto turistico-ricreativo.
Ora la palla passa alla commissione giudicatrice, interna all’Ente, la cui nomina è il primo atto successivo alla chiusura. L’apertura delle buste era attesa già all’inizio della settimana seguente, con l’esame delle offerte tecniche e, nelle sedute successive, l’attribuzione dei punteggi lotto per lotto fino alla definizione dell’esito.
Il vero banco di prova sono i 280 lotti
Perché queste 27 aree sono soltanto la prova generale. Sull’intero litorale riminese restano 280 lotti da mettere a gara. Il calendario di sistema prevede bandi entro marzo 2027, offerte entro giugno e assegnazioni entro dicembre dello stesso anno, ma Rimini ha scelto di correre: l’assessora al Demanio Valentina Ridolfi vuole pubblicare i bandi entro la fine del 2026 per raccogliere le offerte nei primi mesi del 2027, anche perché in primavera la città vota per il sindaco. «Abbiamo definito un metodo, elaborato un nuovo piano per l’arenile e una visione chiara per le spiagge del futuro, che si basa sulla demolizione e ricostruzione della maggior parte delle strutture», spiega l’assessora, indicando nell’aggregazione micro e macro dei bagni la strada per servizi più completi.
Rimini, del resto, ha deciso di procedere anche senza il bando-tipo nazionale. Il Decreto n. 32/2026 ne prevedeva la definizione entro trenta giorni, con criteri di sostenibilità economica, ambientale e sociale, e Ridolfi aveva chiesto che insieme al modello si chiarisse soprattutto la questione degli indennizzi ai concessionari uscenti, per evitare interpretazioni diverse da un territorio all’altro. Il documento, atteso per l’11 aprile, non è arrivato, e a vent’anni dalla Bolkestein l’obbligo di gara resta in larga parte inattuato in Italia. Da qui la scelta del Comune di andare avanti da solo.
Le critiche: “il grande bluff”
Non tutti applaudono. Roberto Biagini parla apertamente di «grande bluff»: 27 aree messe a gara su oltre 360 concessioni turistico-ricreative — 470 secondo la ricognizione della delibera di giunta n. 504 del 2023 — significa che il 92% dei titoli riminesi resta fuori da qualsiasi procedura competitiva, pur essendo scaduto il 31 dicembre 2023. Nel mirino finisce anche il criterio dell’esperienza: la giurisprudenza amministrativa, sostiene Biagini richiamando il Consiglio di Stato n. 2907/2025, la sentenza della Corte di Giustizia UE C-348/22 del 20 aprile 2023 e il TAR Campania n. 4623/2025, ha già bocciato la valutazione della «pregressa esperienza specifica nel settore» perché in contrasto con la par condicio nell’accesso al mercato.
Tra gli operatori, invece, il sentimento dominante è il timore dei fondi di investimento. La gara viene letta come il primo passo per modernizzare un’offerta ferma da decenni e adattarla al mercato internazionale, ma anche come test per capire chi si presenterà «con la valigia piena di euro» quando toccherà a Riccione. E Cesenatico osserva Rimini come proprio banco di prova.
Riviera a più velocità
Il coordinamento con la Regione esiste, ma ogni Comune sta seguendo un proprio approccio. Riccione ha imboccato una strada diversa: un bando per l’assegnazione in blocco dell’arenile in cambio di opere per la città del valore di 15 milioni di euro, con circa metà degli operatori balneari che ha scelto di collaborare presentando la propria offerta all’amministrazione. Un percorso che, intrecciandosi con il project financing del porto, ha già prodotto tensioni nella maggioranza.
Le prossime settimane diranno quanto tiene la macchina: 38 buste, 27 punteggi da assegnare, una commissione al lavoro. Sarà il primo verdetto concreto su come sarà la spiaggia di Rimini dei prossimi cinque anni — e su quanto è credibile la promessa di arrivare pronti al 2027.
Più spiaggie libere, spero che il sindaco ne tenga conto che alcune aree prima concesse adesso non devono più essere concesse e lasciare spiaggia libera. Caro sindaco il mio è solo un consiglio benevolo in vista delle prossime elezioni. 70%libere, 30% in concessione. Sembra impossibile? Allora aspettatevi di tutto alle elezioni.