Maurelli, Popolo Produttivo: “La farsa della legge 33, parentopoli, giornali, albergatori, sindacalisti e multinazionali”

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“Le bugie hanno le gambe corte e prima o poi vengono sempre a galla” dichiara il referente dalla categoria
balneare aderente al Comitato Popolo Produttivo Claudio Maurelli.
Vi sveliamo cosa c’è dietro la famosa “fretta dei bandi Jesolani”. Abbiamo chiesto un incontro con il sindaco
di Jesolo per capire alcune visure delle società e dei consorzi mandati a bando dal Comune. Nessun risposta.
Ora vi spieghiamo i motivi di quel “NO”.
Immaginate di trovarvi in una città ad alta vocazione turistica, Jesolo città in cui il primo cittadino, tale
Cristian De Zotti (FDI), si è professato a favore della salvezza delle famiglie jesolane dai bandi sin dalla sua
elezione nel giugno 2022. Verifichiamo se è proprio questa la vocazione:

  • Nell’ottobre 2022, il sindaco appena insediato, grazie alle collaborazioni con un sindacalista SIB in
    voga a Jesolo, tale Alessandro Berton, (buon comunicatore e ben visto dai quotidiani locali), ed i tecnici del comune, inizia a lavorare alla variante del PUA della città;
  • Nel Gennaio 2023 parte il primo bando ad evidenza pubblica a Jesolo con una legge regionale
    cassata nella parte degli indennizzi dal Consiglio di Stato: la legge 33. La promessa? Far avere a tutti
    i titolari di concessione altri 20 anni. Ottimi propositi. Ma sarà andata proprio cosi? Neanche per
    sogno;
  • La prima società partecipante ai bandi di Jesolo fu la Manzoni Srl, nel gennaio 2023, società
    intestata al padre del sindaco stesso. Bando ancora in attesa da marzo 2023 di essere assegnato dalla
    Regione, in quanto la Regione non vuole firmare;
  • Alcune delle società in quota parte della Manzoni Srl, ovvero Mondial Srl e Immobiliare De Zotti Srl
    sono società riconducibili addirittura allo stesso sindaco. Nulla di illecito ci mancherebbe, ma
    pensiamo sia giusto darne visibilità quando è il Comune ad accettare le istanze di famigliari;
  • Il Comune di Jesolo accetta successivamente altre nuove istanze, stavolta di una società chiamata
    CBC Srl (Casabianca) con amministratore il capo di una multinazionale, tale Polegato; grazie alla
    ferma convinzione di alcuni balneari jesolani kamikaze di perdere la titolarità della propria
    concessione demaniale, la società CBC diviene titolare delle loro concessioni demaniali e i
    concessionari in quota dal 2 al 5% nella società, dei meri gestori in subingresso, (che per chi non lo
    sapesse prevede max 5 anni di gestione prima di essere licenziati). Altro che 20 anni! Le concessioni
    anche in questo caso sono state ottenute? Neanche per idea;
  • Altri bandi con la Mi.To Srl nella quale sono presenti 48 nuovi “kamikaze balneari/gestori in 45bis”
    e un amministratore che diviene titolare di 8 concessioni e usa 48 concessionari come portafoglio. .
  • La promessa? Anche in questo caso lo stesso Berton, su tutti i giornali vicini, nonostante il disastro dei bandi precedenti,
    garantisce ancora 20 anni tramite la stessa legge regionale. Addirittura rilancia di far adottare la
    legge 33 in tutta Italia;
  • Altra vicenda particolare riguarda una società pugliese la Brothers Srl che fece istanza gia dal 2009
    per prendere i lotti di 10 concessioni su Jesolo. Istanza che venne bloccata allora al Tar, ma che oggi
    si è ripresentata in gara contro una delle società partecipanti citate sopra.
    Ora Jesolo dovrà procedere alla gara con evidenza pubblica e il rischio che altre famiglie possano
    perdere definitivamente la concessione è ormai chiaro a tutti. Questa grande legge regionale 33 si è
    rivelata ”farlocca” sotto tutti i punti di vista:
  1. zero concessioni assegnate
  2. massimo 5 anni per i concessionari ridotti a gestori in 45bis e non 20 anni come promesso
  3. gare in concorrenza a breve con partecipanti pronti
    Siamo sicuri sia un modello da esportare?
    Ma in questa storia Alessandro Berton cosa c’entra? Semplice, è anche egli in quota parte dentro una
    delle società che partecipano alle istanze. Non solo, addirittura tramite una ricerca più approfondita,
    pare che all’interno di queste “scatole cinesi” legittime, in quota percentuale appare pensate un pò, il
    nome della società di un quotidiano locale.
    La categoria balneare di cui ci onoriamo di far parte, lavora da un anno, assieme alle famiglie che si sono
    ribellate a questo sistema per tentare di salvarle. Chi sceglie di regalare la propria azienda agli albergatori,
    multinazionali e sindacalisti o albergatori è libero di farlo, chi invece sceglie di difendere la propria attività
    sa che in noi troverà un alleato pronto a difendere la loro integrità lavorativa.
    Ammesso e non concesso che tutto ciò che è scritto sia verificabile nei documenti in nostro possesso e a
    prova di denuncia, ci domandiamo se il partito di Fratelli d’Italia sia a conoscenza, nonostante le nostre varie
    segnalazioni, della storia che abbiamo raccontato qui e di questo modus operandi che contrasta con lo stesso
    volere del partito, da sempre a tutela delle famiglie balneari e non degli inciuci di palazzo o delle
    multinazionali.
    A questo punto non resta che girare la domanda con questo comunicato alla base del Partito di Giorgia
    Meloni in settimana, nella speranza che trovi il tempo entro il 10 dicembre di prendere sul serio la vicenda di
    Jesolo che ormai ha del ridicolo, oltre quella nazionale che riguarda altre 30.000 famiglie.

    Claudio Maurelli, Categoria Balneare Popolo Produttivo

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