I balneari avvertono Draghi: “Dopo l’estate pronti a scendere in piazza in 50mila contro gli espropri”

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I balneari restano sul piede di guerra. Passata l’estate, ma non la truffa della direttiva Bolkenstein, minacciano la sollevazione nazionale contro l’esproprio voluto dalla Ue. “Non escludiamo di scendere in piazza quest’autunno contro il governo. Potremmo arrivare ad essere 50.000. Noi balneari come tutti i cittadini siamo ovviamente molto in pensiero per la prospettiva autunnale che si prospetta essere molto calda”. A parlare è Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio.

Bolkenstein, i balneari minacciano un autunno caldo
Preoccupato per quando, dopo i mesi estivi,  si andrà a discutere della direttiva Bolkenstein. “Quando – spiega – il governo andrà a scrivere i decreti attuativi sul decreto Concorrenza. Che normeranno, per esempio, la confisca delle nostre aziende. Per la nostra categoria se non ci saranno cambiamenti sarà un autunno durissimo. Non si può togliere il lavoro alle persone, frutto dei sacrifici dei lavoratori. La balneazione italiana rappresenta un unicum nel mondo ed è apprezzata da tutti”.

“Draghi dovrà rivedere le sue scelte scellerate”
Di fronte alle confische, alla perdita delle concessioni e del lavoro, il sindacato non esita a parlare di minaccia di morte. “Che rappresenta una scelta scellerata di Mario Draghi, che ci auguriamo possa rivedere la sua posizione”. Capacchione non usa mezze misure nel commentare le prospettive di un autunno caldo. Tra il costo della vita in aumento e il rischio per i balneari di vedersi espropriate le proprie attività sulla base dei decreti attuativi del ddl Concorrenza che l’esecutivo dovrà varare.

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