Giuseppe Ricci ITB Italia: A chi il nostro grazie?

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Nel mondo del turismo balneare ormai troppe sono le parole inutili, come anche troppe le promesse e le minacce ancora più inutili, quali quelle, ad esempio, di togliere il lavoro a persone e famiglie come le nostre che hanno creduto e investito nel turismo balneare e da sempre lo hanno fatto nel rispetto delle regole vigenti. Tanto per chiarirci le idee, esaminiamo il quale potrà essere il destino dei nostri stabilimenti balneari, che secondo alcuni che dovrebbero andare a gara fra qualche anno, come fossimo atleti del rischio!
Ben altre erano le aspettative, in base all’ Art. 37 del Codice della navigazione e dell’Art. 10 della Legge 88/01… ma vediamo come si prospetta oggi il nostro futuro:

A) Verranno indette nuove gare cui parteciperanno anche imprenditori europei e non solo.., ma anche riciclatori di denaro sporco e speculatori di ogni genere .., ma soprattutto anche certi “compari” o certi amici degli amici…..

B) E i Comuni assumeranno in prima persona la gestione degli stabilimenti balneari???

C) Verranno consolidate le attuali situazioni e assegnate le concessioni definitivamente a chi da anni e da generazioni se ne è preso cura, concedendo, come da sempre sperato (vedi documento “LIMPIDA”), le aree dove sono poste le nostre strutture e la spiaggia resterà di pertinenza delle attuali nostre imprese balneari.

IPOTESI A) NUOVE GARE APERTE A TUTTI
Questa ipotesi, può sicuramente portare nuovi e più alti incassi di affitto con un rischio: gli stabilimenti migliori potranno essere affittati a condizioni migliori delle attuali, mentre quelli di livello più basso rischiano di rimanere deserti.
Ci sarebbe, inoltre, così un turismo più anonimo, meno legato al territorio.. I costi sicuramente aumenteranno per i turisti e quindi, probabilmente diminuiranno le presenze di turisti sulle nostre spiagge e, quindi, gli introiti degli stabilimenti, ma sopratutto aumenteranno anche i costi di gestione a carico dei Comuni per lo svolgimento delle attività che, inesorabilmente, andranno a carico dei Comuni (vedi la pulizia delle parti comuni, il controllo dei bagnanti oggi svolto dai bagnini di spiaggia…), nonchè attività di gestione dell’ordine pubblico e di salvataggio in mare…
Il tutto prescindendo dagli spaventosi contenziosi che sicuramente seguiranno a causa delle richieste di risarcimento degli innumerevoli investimenti fatti dagli attuali concessionari volti al miglioramento dei servizi negli stabilimenti e nelle pertinenze! Investimenti autorizzati dai piani regolatori di spiaggia, redatti localmente dai comuni interessati! E tutto ciò comporterà un pesante carico di lavoro per la magistratura per un lungo periodo con il rischio di bloccare il lavoro delle imprese balneari stesse!

IPOTESI B) GESTIONE DIRETTA DEL COMUNE DELLE PERTINENZE
Questa ipotesi prevede costi diretti per l’ assunzione stagionale del personale, selezione e organizzazione del personale, gestione diretta dei controlli di spiaggia, sicurezza del mare, investimenti per assunzione del personale di sicurezza e pulizia (sia pure part time) e per la cura delle pertinenze, come accade oggi sulle spiagge “libere”… che aumenteranno inesorabilmente per l’ abbandono di molte nostre strutture che non saranno, infatti, più concorrenziali…
Tutto ciò comporterebbe nei confronti del Comune una serie di contenziosi da parte dei concessionari uscenti per tutte le migliorie e gli investimenti fatti negli anni..
In pratica c’è il rischio, in una situazione di minor flusso turistico o stagione con clima avverso, di un forte aggravio dei costi per il Comune a fronte di minori incassi..
Ma le domanda che poniamo ai nostri politici è: quale altro lavoro ci potreste trovare in luogo di quello che oggi facciamo? E’ forse previsto un reddito di cittadinanza per tutti noi e per i nostri collaboratori, come è capitato per altre realtà e visto che così saremmo privati del nostro lavoro per sempre?? E le nostre famiglie?

IPOTESI C) CONSOLIDAMENTO DELLE ATTUALI GESTIONI
Questa è l’ ipotesi migliore perché garantisce una serie di vantaggi: assicura la presenza di gestori degli stabilimenti di grande esperienza, con grande conoscenza delle necessità dei turisti e amicizie consolidate nel tempo, nonché una professionalità maturata in anni e anni di servizi di spiaggia.
La conoscenza da parte dei gestori attuali del territorio e dei suoi aspetti più interessanti per i turisti, la familiarità maturata addirittura da generazioni nei rapporti con loro, sono la migliore garanzia per tutti gli operatori locali (ristoranti, bar, locali di divertimento, mercato e mercatini..) di continuità nel tempo!

Questa soluzione genererebbe, inoltre un flusso economico di denaro per lo Stato, che potrebbe investire per il miglioramento e consolidamento del turismo balneare, primario elemento trainante dell’economia nazionale!
La qualità dei servizi forniti è quella che fa la qualità del territorio ed è stata la passione degli operatori balneari a far diventare tutte le realtà rivierasche italiane un must del turismo internazionale!!
Inoltre si evita il rischio di una serie di cause legali per gli investimenti fatti per il turismo, quali il consolidamento delle strutture di spiaggia, per i servizi di sorveglianza del territorio, che sarebbero toccati al Comune, così come i servizi di pulizia gli investimenti in strutture comuni, così come i servizi di salvataggio, ordine pubblico etc… Queste sono tutte attività che sarebbero state di competenza della Pubblica Amministrazione e che noi balneari svolgiamo e che dovrebbero, in realtà, alleggerire l’ oneroso canone che paghiamo e che da chi non conosce la realtà viene, oggi, considerato, addirittura, troppo basso!!.

Ribadiamo, infine che oggi, al canone demaniale vanno sommati gli oneri per i servizi obbligatori prima citati e che oggi sono a carico degli imprenditori balneari! Ecco che, pertanto, diventa necessario procedere con le sdemanializzazioni delle aree dove insistono le nostre strutture!
Si, perchè insistere su un confronto fra Stato e Concessionari è un errore : bisogna uscire dalla logica “io vinco e tu perdi”, per entrare nella logica del “win – win”, ovvero si può vincere in due.
Questa logica, infatti, è giustamente mirata a consolidare il lavoro fin qui svolto e gli investimenti fatti, a norma di legge, dalle nostre famiglie da tanti anni a questa parte, ovvero con l’ intelligenza possiamo vincere entrambi!
Questa deve essere, pertanto, la degna conclusione – in base all’ Art. 37 del cod.n. e della Legge 88/01- di un iter politico mirato al consolidamento del lavoro svolto fin qui svolto , nonchè gli investimenti fatti negli anni, in maniera legale, dalle nostre famiglie..

Per questo noi dell’ ITB Italia rinnoviamo la nostra richiesta di sdemanializzazione delle aree dove insistono le nostre strutture come prospettato nel nostro documento “Limpida”!

CONCLUSIONI
Nel turismo balneare c’ è un prodotto che non si può comperare nei supermercati.. e che ci voglio anni o secoli, addirittura a far maturare: la capacità di fare turismo e di stabilire quelle relazioni di fidelizzazione della clientela che ha portato le nostre città balneari a diventare un faro nell’ Adriatico e, in generale su tutte le coste italiane!!
Questo ha permesso, inoltre, uno sviluppo importante di attività economiche e lavorative perché, in realtà, le nostre strutture turistico balneari sono state sono ancora fonte di ricchezza e lavoro per interi territori costieri di tutta Italia!
E per aver lavorato per tutto ciò saranno le aste la nostra ricompensa?
Infine, dopo aver ribadito le nostre giuste aspettative, confermiamo la nostra profonda contrarietà alle aste e lo dimostreremo, nel rispetto delle leggi, con tutte le nostre forze!!

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