Crisi energetica e Direttiva Bolkestein: presentata petizione al Parlamento Europeo per lo slittamento dei termini

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La firmataria Coralba Bonazza ha presentato una petizione al Parlamento Europeo per lo slittamento dei termini della Direttiva Bolkestein.

In un contesto di crescente instabilità economica e di possibile crisi energetica a livello europeo, è stata presentata una petizione al Parlamento Europeo per chiedere una revisione delle tempistiche di applicazione della Direttiva 2006/123/CE (Direttiva Bolkestein).
La richiesta nasce dalla preoccupazione per gli effetti concreti che l’attuale scenario economico potrebbe avere sulle imprese, in particolare su quelle stagionali e sulle piccole e medie attività, già fortemente esposte all’aumento dei costi energetici e dei carburanti.
Secondo quanto evidenziato nella petizione, la predisposizione dei bandi entro il 2026 e la scadenza delle concessioni nel 2027 rischiano di sovrapporsi a una fase di forte incertezza, compromettendo la capacità delle imprese di pianificare, investire e operare in condizioni di equilibrio.
La proposta avanzata non mira a mettere in discussione la normativa europea, ma a richiederne un’applicazione più equilibrata e proporzionata rispetto al contesto attuale. In particolare, si chiede:

  • lo slittamento di almeno 12 mesi delle tempistiche previste
  • la possibilità per i Comuni di procedere comunque anticipatamente, qualora le condizioni lo consentano
  • l’adozione di misure temporanee di tutela per le imprese maggiormente colpite

La petizione sottolinea inoltre come l’aumento dei costi energetici e dei carburanti stia già producendo effetti a catena su trasporti, turismo, commercio e servizi, con il rischio di penalizzare in modo significativo il tessuto economico locale e favorire operatori con maggiore capacità finanziaria. L’obiettivo è quello di aprire una riflessione a livello europeo sulla necessità di adattare le tempistiche normative a situazioni straordinarie, garantendo stabilità, equità e sostenibilità economica.

La petizione è ora all’esame del Parlamento Europeo.

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