Concessioni, la Cooperativa Bagnini di Cervia commenta la delibera comunale e i ricorsi

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“La Cooperativa bagnini di Cervia ha preso atto del fatto che alcuni soci intendono proporre un ricorso contro la Delibera del Comune n° 309 del 28/12/2023 riguardante le disposizioni in merito all’esercizio delle funzioni in materia di concessioni demaniali.

La delibera, peraltro riproposta dai Comuni della costa romagnola, ivi compreso quello di Cervia, si era resa necessaria come atto dovuto in conseguenza di una “situazione di assoluta incertezza normativa”, essendo le concessioni demaniali scadute al dicembre 2023 e non prorogabili, tale da favorire possibili contenziosi negativi per le stesse imprese balneari.

Il provvedimento amministrativo comunale, pur contenente richiami di tutela alla garanzia della legittimità per continuità aziendale per il 2024, è stato criticato da alcuni sindacati.

Un numero limitato di imprenditori balneari ha accolto l’indirizzo sindacale, sottoscrivendo personalmente una ipotesi di ricorso.

Se accolto dal tribunale amministrativo, un simile ricorso potrebbe produrre un grave pregiudizio per lo svolgimento della attività d’impresa non solo per i ricorrenti, ma per tutte le imprese balneari attive nel nostro comune, con possibili ingiuste conseguenze negative anche per chi non ha inteso ricorrere contro il Comune.

Esporre direttamente l’imprenditore balneare contro l’amministrazione, in un contesto concessorio alquanto precario, è una procedura mal suggerita trattandosi di un esercizio, seppur legittimo, di natura strettamente sindacale e come tale da rimanere in capo al sindacato medesimo nella sua legale rappresentanza.

Il sindacato dovrebbe tenere per se la responsabilità diretta dell’azione del ricorso, non solo come “indirizzo politico”, tutelando le imprese dalle possibili sfavorevoli conseguenze patrimoniali che  il ricorso potrebbe innescare a loro danno.

La Cooperativa bagnini di Cervia preoccupata degli sviluppi indesiderati, ma non per questo improbabili, auspica che il paventato ricorso avverso la delibera del Comune nei confronti della Amministrazione comunale, venga ritirato dai soci proponenti.

Allo stesso tempo ha avviato nei confronti della Amministrazione Comunale una  “moral suasion” orientata a ricomporre una diatriba generata, almeno nei modi, con temerarietà.

Confidiamo la nostra fiducia istituzionale nei confronti degli amministratori pubblici certi che il loro agire sia convinto a tutelare il lavoro e  le imprese, seppur in un contesto complicato tenuto conto, nella fattispecie, di un quadro normativo incerto, incompleto e contradditorio, in attesa che il Governo emani gli attesi decreti legislativi.”

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