Concessioni demaniali, il Mit chiarisce: il canone non può essere criterio preponderante nelle gare

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Foto di Carlo Dani

La nota del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 25 marzo 2026 richiama le Autorità di sistema portuale a non appiattire le procedure comparative sul solo rialzo economico e valorizza invece qualità, servizi ed esperienza dell’offerente.

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti interviene con una nota interpretativa destinata alle Autorità di sistema portuale per chiedere un’applicazione uniforme della disciplina sulle concessioni demaniali marittime. Il punto centrale del documento è netto: il canone, essendo un corrispettivo predeterminato dalla legge, non può essere trasformato “surrettiziamente” in criterio di selezione preponderante tra istanze concorrenti. Si tratta di un chiarimento di grande rilievo anche per il comparto balneare, perché il Mit richiama espressamente, accanto all’articolo 37 del Codice della navigazione e al D.P.R. 509/1997, anche l’articolo 4 della legge 118/2022. Il messaggio del Ministero è che il legislatore non assegna al canone un ruolo esclusivo o dominante nelle procedure selettive, ma impone una valutazione più ampia della proficua utilizzazione del bene demaniale.

Nella nota vengono indicati con chiarezza i parametri che devono entrare nella comparazione: qualità degli impianti, dei manufatti e delle strutture, offerta di servizi ed esperienza tecnica e professionale dell’offerente. Per i balneari questo è il passaggio più favorevole, perché sposta il baricentro della selezione dalla semplice offerta economica alla qualità complessiva della gestione. Il Mit aggiunge poi un altro elemento significativo: una valutazione costruita soltanto sul profilo economico rischierebbe di tradire le funzioni di governo del territorio e di produrre effetti distorsivi e potenzialmente speculativi.
In altre parole, la logica del massimo rialzo non garantisce di per sé la migliore valorizzazione del bene pubblico.

La conclusione operativa della nota è altrettanto chiara. Le Autorità di sistema portuale vengono invitate a non attribuire un ruolo preponderante alla misura del canone e a preferire l’istanza che offra le migliori garanzie di proficua utilizzazione del bene e di coerenza con la pluralità degli interessi pubblici coinvolti. Questo orientamento rafforza la tesi secondo cui le future procedure non dovrebbero premiare automaticamente chi offre di più, ma chi presenta un progetto migliore sotto il profilo tecnico, funzionale e di interesse pubblico. Per le imprese balneari già strutturate, con servizi consolidati, esperienza gestionale e investimenti reali sul bene, il chiarimento del Mit rappresenta dunque un passaggio favorevole da non sottovalutare.

Va tenuto fermo un punto di precisione: la nota è indirizzata alle Autorità di sistema portuale, non ai Comuni costieri in generale. Tuttavia il richiamo esplicito alle fattispecie balneari e all’articolo 4 della legge 118/2022 rende il documento politicamente e interpretativamente rilevante anche nel dibattito sulle concessioni balneari.

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