Il Consiglio comunale di Comacchio è convocato oggi, mercoledì 28 ottobre 2026, alle ore 18.30, nella sala delle adunanze della Residenza municipale. La seduta è indicata come straordinaria sulla pagina di diretta del Comune e si può seguire in streaming.
All’ordine politico dell’appuntamento c’è la mozione del 22 ottobre 2026 del gruppo Fratelli d’Italia, primo firmatario Erica Marino, con Dimitri Lama, Alessandro Mezzogori e Mariella Caputo. L’atto, indirizzato al presidente del Consiglio Francesco Mitello e al sindaco Samuele Bellotti, ha per oggetto la «ricognizione integrale della risorsa naturale demaniale» e impegna sindaco e Giunta a completare l’accertamento della scarsità, o della non scarsità, prima delle scelte discrezionali sull’eventuale applicazione delle procedure selettive.
Cosa impegna la mozione
Il testo parte dall’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE e dalla giurisprudenza della Corte di giustizia, comprese le sentenze Promoimpresa e Comune di Ginosa e l’ordinanza del 10 luglio 2026 nella causa C-574/25. La scarsità, si legge, «non deve essere né presunta né esclusa a priori».
I dieci impegni chiedono, in sintesi:
- Una ricognizione georeferenziata dell’intero litorale dei sette lidi, non solo delle aree oggi destinate a concessione, con rilievo separato delle eventuali risorse lacuali e fluviali a uso turistico-ricreativo.
- Per ogni lido e per il Comune, la misurazione di estensione lineare, superficie fisica, superfici occupate, libere, impedite, vincolate, escluse solo per scelte di pianificazione e residuo davvero utilizzabile. Nessuna area può restare fuori dal rilievo solo perché oggi non è in concessione.
- Esclusioni motivate una per una, con superficie, natura dell’impedimento, norma o provvedimento e carattere permanente, temporaneo o modificabile. Non bastano formule come «area indisponibile» o «risorsa esaurita».
- Tre scenari distinti: disponibilità fisica, disponibilità dopo vincoli materiali e giuridici, disponibilità risultante dalla pianificazione. L’indisponibilità dovuta a una scelta urbanistica modificabile non equivale, da sola, a scarsità naturale.
- Affidamento a un gruppo multidisciplinare indipendente, privilegiando università o enti pubblici di ricerca, con disciplinare predisposto prima della selezione e risultati pubblici e riproducibili.
- Differimento delle iniziative discrezionali propedeutiche alle gare fino alla conclusione dell’istruttoria, nel rispetto dei termini di legge. Gli adempimenti non differibili vanno motivati per iscritto. Restano fuori dal rinvio sicurezza, tutela ambientale e gestione ordinaria del demanio.
- Entro 30 giorni, un cronoprogramma con costi, affidamento e tempi. Gli elaborati tornano in Consiglio prima delle scelte di indirizzo e degli atti gestionali, fatti salvi gli obblighi inderogabili. Vanno valutate anche le ricadute su imprese, investimenti e servizi turistici.
La sequenza indicata nelle conclusioni è: ricognizione integrale, misurazione, motivazione delle esclusioni, valutazione della scarsità e solo dopo le determinazioni amministrative.
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