Confesercenti chiede a tutte le organizzazioni territoriali di considerare come passaggio obbligatorio, e non più rinviabile, la valutazione della scarsità della risorsa naturale prima di qualunque gara sulle concessioni demaniali marittime e sul commercio su aree pubbliche. Lo scrive l’Ufficio legislativo in una circolare del 26 ottobre 2026, protocollo 5090.11/2026, firmata da Giuseppe Dell’Aquila e indirizzata alle strutture regionali e provinciali e ai responsabili di Fiba, Anva, Fenagi e Fiepet.
Il precedente calabrese
Il documento prende a modello la Calabria. Con la deliberazione di Giunta n. 663 del 14 ottobre 2026, pubblicata sul BURC n. 218 del 21 ottobre, la Regione ha adottato le «Linee guida di indirizzo per la valutazione della sussistenza della scarsità della risorsa spiaggia e dell’interesse transfrontaliero certo». Il provvedimento attua la legge regionale 14 maggio 2026, n. 15.
Quella legge, non impugnata dal Governo, impone ai Comuni costieri una verifica preventiva, su criteri oggettivi, non discriminatori, trasparenti e proporzionati, di due condizioni: la scarsità della spiaggia e l’interesse transfrontaliero certo, ai sensi dell’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE (Bolkestein) e degli articoli 49 e 56 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Basta che ne risulti accertata una sola perché scatti l’obbligo di gara.
Se invece nessuna delle due sussiste, i Comuni assegnano le concessioni ancora libere nel rispetto di trasparenza, imparzialità e pubblicità e, contestualmente, prorogano quelle in essere per una durata pari a quella prevista nei bandi delle nuove assegnazioni. La Regione verifica e convalida gli esiti comunali.
Cosa chiedono le linee guida
Le linee guida fissano criteri tecnici omogenei, senza togliere ai Comuni la competenza. Le valutazioni vanno ripetute ogni cinque anni, o prima se i parametri cambiano in modo sensibile, su dati aggiornati, verificabili e con fonte indicata. Ogni Comune compila uno schema di valutazione e lo accompagna con una relazione tecnica che spieghi come ha acquisito i dati, quali criteri ha usato e perché è arrivato a quelle conclusioni.
Il bando-tipo del MIT
Per Confesercenti il principio non è più solo regionale. Nella bozza di bando-tipo predisposta dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, presentata per l’adozione finale alla Conferenza unificata, si richiama la necessità di monitorare la scarsità della risorsa con criteri obiettivi, non discriminatori, trasparenti e proporzionati, in linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia. Il riferimento operativo sono i piani di utilizzazione delle aree del demanio marittimo (Puad), i piani di utilizzazione degli arenili (Pua) e gli altri strumenti di pianificazione costiera, insieme a una ricognizione delle aree concedibili che tenga conto di geomorfologia, vincoli, accessibilità e reale utilizzabilità turistico-ricreativa.
Lo schema, trasmesso per il parere previsto dall’articolo 8 del decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, convertito dalla legge 8 maggio 2026, n. 71, è stato portato in Conferenza unificata il 22 ottobre. Confesercenti precisa di aver formulato osservazioni in gran parte recepite dal MIT e ricorda che i nuovi affidamenti non devono pregiudicare la stagione balneare né la continuità dei servizi, nel rispetto delle scadenze della legge 118/2022.
Non solo gli stabilimenti
La circolare estende lo stesso ragionamento alle concessioni demaniali lacuali e fluviali a scopo turistico-ricreativo e alle concessioni di suolo pubblico per il commercio su aree pubbliche, la rivendita di giornali e riviste e la somministrazione in chioschi. Il messaggio alle categorie è netto: i principi della legge calabrese, non contestata dal Governo, sono riproducibili in tutte le Regioni, e i criteri di scarsità potrebbero essere fissati anche a livello statale.