Bandi spiagge, il monito di Assobalneari Romagna” Riccione ascolti il Presidente De Pascale”

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Dopo aver partecipato alla riunione di ieri sullo stato dell’applicazione della direttiva Bolkestein nel Comune di Riccione, e aver ascoltato l’assessore Andruccioli dire che l’amministrazione procederà con i bandi per costruire la “spiaggia del futuro”, facciamo notare all’assessore che il Comune di Riccione ha un piano di spiaggia vecchio di più di 20 anni al quale il 70% dei concessionari si è già adeguato.

Quindi non sono la maggior parte dei concessionari ad essere fuori regola, ma semmai è il Comune di Riccione ad essere inadempiente, non avendo di fatto approvato un nuovo strumento urbanistico atto a quel cambiamento soltanto sbandierato, che rimarrà lettera morta anche dopo (sempre che ne sia comprovata l’obbligatorietà) eventuali bandi.

A questo proposito facciamo notare all’assessore che il 22 luglio scorso la Corte di Giustizia Europea ha pubblicato un’ordinanza che intima al Consiglio dei Ministri di costituire, nel diritto italiano, l’autorità competente ad effettuare la valutazione sulla reale scarsità del bene, chiarendo che la nota del 6 ottobre 2023 (che già determinava la non scarsità del bene “spiaggia” su suolo nazionale), redatta dopo il lavoro del tavolo tecnico interministeriale, abbia carattere vincolante nell’ordinamento giuridico italiano.

A seguito di questa ordinanza della Corte di Giustizia Europea, che annulla il principio enunciato in passato dal Consiglio di Stato secondo cui la definizione della scarsità del bene sia data per scontata d’ufficio senza quindi un’adeguata e precisa mappatura del territorio, oggi anche importanti figure giuridiche, come il presidente della sezione di controllo della Corte dei conti, giudice Marcovalerio Pozzato, si interrogano sulla necessità di indire le gare prima di una valutazione “sulla base di criteri oggettivi e verificabili” della scarsità del bene, e intimano i Comuni della nostra regione a non prendere decisioni con “superficialità e avventatezza gestoria” suggerendo lui stesso che “ la formale gara aperta potrebbe non essere necessaria”.

Non meno importante è l’appello del Presidente della Regione, De Pascale, rivolto direttamente a tutti i sindaci: “Se fossi ancora sindaco chiederei al governo di riprendersi le spiagge”. Ciò lascia chiaramente intendere che la materia della scarsità dovrebbe essere in capo allo Stato e non ai Comuni, perché solo in questo modo si rispetta a pieno titolo il diritto europeo espresso nella Bolkestein e nella recente ordinanza della Corte di Giustizia Europea, armonizzando le regole nel mercato unico europeo, unico ( la ripetizione è d’obbligo) e vero strumento per creare nuove imprese, nuovi e più stabili posti di lavoro e quindi nuove entrate per le casse degli Stati membri.

Per le ragioni sopra elencate e alla luce dei richiami di importanti figure sul piano giuridico e politico della nostra regione, diffidiamo il Comune di Riccione dal dare ufficialmente inizio alle procedure di gara con l’invio delle prime lettere ai concessionari senza ancora avere di fatto tutti gli elementi necessari da parte del Governo.

Chiediamo quindi di attendere gli esiti dell’incontro tra Stato e Regioni e il successivo appuntamento tra Governo e associazioni di categoria prima di scegliere la strada da intraprendere, e solo dopo continuare con il confronto a livello comunale, che riteniamo tuttora solo nella fase iniziale, alla luce delle nuove norme che il Governo varerà nei prossimi giorni.

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