Chi pagherà davvero il conto dei vecchi gestori dei bagni? Il Caso Laigueglia

Al momento stai visualizzando Chi pagherà davvero il conto dei vecchi gestori dei bagni? Il Caso Laigueglia

Di Stefano Franchi

A Laigueglia, piccolo comune balneare del ponente savonese in Liguria, siamo arrivati al nodo della vicenda balneari. Ora cadono le maschere e iniziano i dolori veri per le casse pubbliche e per i cittadini.

Per mesi si è raccontata la storiella del bando per la gestione delle concessioni degli stabilimenti balneari a “indennizzo zero”: il Comune ha approvato i bandi di gara, ha depennato le perizie fatte dai commercialisti, non ha previsto un euro di buonuscita per chi cede lo stabilimento ed ha pensato di aver risolto il problema. “Gara fatta, Europa contenta, capitolo chiuso”. Falso. Il capitolo non è chiuso per niente. È stata solo accesa una miccia. La domanda che nessuno in Municipio vuole sentire è una sola: se nel bando non c’è scritto quanto spetta al vecchio gestore, quei soldi spariscono nel nulla?

La risposta corta è: No.

I soldi non spariscono. Si trasformenteranno in cause legali e qualcuno dovrà tirarli fuori. Vediamo cosa potrebbe avvenire attraverso scenari reali che attendono amministrazione comunale, gestori uscenti e vincitori dei bandi per le assegnazioni delle concessioni demaniali situate sul litorale di Laigueglia. L’illusione dell’ingresso “gratis”, a costo zero, per chi vince la gara.

Chi vince la gara per la gestione di una spiaggia entra, prende le chiavi della stabilimento balneare (delle cabine, del bar, delle strutture) e inizia a lavorare. Poiché nel bando dell’Ente il prezzo dell’indennizzo è segnato pari a zero, il subentrante al momento del subentro non deve staccare alcun assegno al vecchio gestore. A prima vista sembra una pacchia per il nuovo arrivato. Ma è un’illusione che dura pochissimo.

  1. Il primo scenario: La guerra civile tra il vecchio e il nuovo gestore.

Il vecchio concessionario, dopo essersi visto scippare l’azienda costruita in decenni senza un euro di indennizzo, non se ne sta a guardare con le mani in mano. Trascina il nuovo gestore davanti al Giudice Civile. Il motivo è semplice e si chiama “Arricchimento senza causa” (Articolo 2041 del Codice Civile). Il vecchio gestore dirà al giudice: “Quel signore sta incassando soldi e lavorando usando le mie strutture e l’avviamento che ho creato io senza avermi pagato un centesimo”. Se il Giudice dà ragione al vecchio gestore: Il nuovo entrante viene condannato a pagare di tasca sua centinaia di migliaia di euro al vecchio proprietario. La reazione a catena: A quel punto il nuovo gestore farà causa al Comune, dicendo: “Mi avete venduto una gara dicendomi che non dovevo pagare niente! Mi avete ingannato con un bando farsa, ora i soldi rimborsatemeli voi!”.

  1. Il secondo scenario: Il vecchio gestore batte cassa direttamente al Comune.

Cosa succede se invece il Giudice Civile dice al vecchio gestore che il nuovo entrante non ha colpe perché si è solo limitato a rispettare il bando del Comune? Semplice: il vecchio gestore sposta il mirino e fai causa direttamente al Comune di Laigueglia per danni (lesione del legittimo affidamento e perdita del valore aziendale).

Gli argomenti sono d’acciaio:

Il Comune ha autorizzato negli anni passati lavori, allestimenti di strutture ed investimenti. La legge statale (L. 118/2022) prevede che gli investimenti non ammortizzati vadano tutelati. Il Comune ha preteso che i gestori pagassero perizie asseverate da commercialisti entro il 30 aprile, per poi cestinarle tutte lo scorso maggio con una semplice firma del dirigente pur di fare in fretta. Se l’ex gestore vince la causa (e le probabilità sono altissime), è il Comune a dover pagare il conto.

Il finale della farsa: Il Danno Erariale e chi paga davvero Se il Comune di Laigueglia viene condannato fra tre o quattro anni a risarcire milioni di euro agli ex gestori balneari (o ai nuovi gestori) ci sono due possibilità per dove usciranno quei soldi:

Opzione A (I Cittadini): Dai bilanci comunali. Significa meno servizi, tasse locali più alte e tagli alle manutenzioni del paese.

Opzione B (I Dirigenti e i Politici): Qui entra in gioco la Corte dei Conti. Se i giudici contabili accertano che la decisione di cancellare le perizie e fare bandi a “indennizzo zero” è stata presa con colpa grave (cioè sapendo perfettamente di violare le norme pur di togliersi il pensiero), i soldi non li pagheranno i cittadini, ma verranno pignorati direttamente dal patrimonio personale di chi ha firmato quelle delibere e quelle determine.

In sintesi il bando “ad indennizzo zero” escogitato a Laigueglia non ha cancellato il debito con i vecchi gestori. Ha solo finto che non esistesse per poter fare le gare in fretta.

È come nascondere la spazzatura sotto il tappeto: oggi la stanza sembra pulita, ma tra qualche tempo il conto da pagare tornerà indietro aumentato degli interessi e delle spese legali. E la cambiale rischiano di pagarla o le casse del paese o chi ha firmato quegli atti pensando di essere invisibile.

Questo articolo ha un commento

  1. Lello Spinosi

    ….per cui ora son caxxi loro,sindaci,assessori e dirigenti Ufficio demanio..!!!!! così imparano a ”fare gli italiani”..!!! I FURBETTI…..

Lascia un commento