Balneari, il modello calabrese presentato al direttivo nazionale del SIB

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Domenico Giannetta, consigliere regionale e capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale della Calabria, ha partecipato a Roma al direttivo nazionale del Sindacato Italiano Balneari, ospitato nella sede di Confcommercio.
Nel corso della riunione, dedicata al sistema balneare italiano, erano presenti dirigenti sindacali provenienti da diverse regioni e rappresentanti parlamentari di vari schieramenti politici.

Giannetta ha illustrato il sistema normativo calabrese in materia di concessioni demaniali marittime, di cui è promotore, presentandolo come un modello avanzato per la gestione del settore.
Secondo il capogruppo, la legge rappresenta il “manifesto” della capacità della Regione di individuare soluzioni a problemi complessi introducendo elementi di innovazione normativa.

Al centro dell’impianto vi è un modello di governance che coinvolge Regione e Comuni, con particolare attenzione alla verifica caso per caso della disponibilità della risorsa spiaggia.
La norma introduce un modello giuridico che mette al centro i territori e affida agli enti locali la valutazione sulla scarsità della risorsa e sull’eventuale interesse transfrontaliero, da cui discende l’obbligo di bandire gare o la possibilità di prorogare le concessioni esistenti.

Nel corso dell’intervento è stato ricordato che la Calabria dispone di circa 700 chilometri di litorale, elemento utilizzato per sostenere che in questo contesto la risorsa spiaggia non può essere considerata in via generale scarsa.
In questa prospettiva, la legge viene descritta come uno strumento che consente di applicare le direttive europee sui servizi solo quando ricorrono effettivamente le condizioni di scarsità e interesse transfrontaliero, da accertare in concreto.

Giannetta ha sottolineato come l’impianto normativo punti a bilanciare interessi diversi: libera concorrenza, tutela dell’impresa, salvaguardia dell’occupazione, protezione dell’ambiente e difesa delle coste.
Tra gli obiettivi indicati figurano la stabilità giuridica per gli operatori balneari, la possibilità di programmare investimenti di medio periodo e il sostegno ai territori costieri colpiti dagli eventi meteorologici estremi.

Il modello calabrese avrebbe suscitato interesse tra i rappresentanti di diverse regioni presenti al direttivo, che si sono detti disponibili ad approfondirne la struttura e la possibile replicabilità nei propri contesti.
Il SIB, a livello territoriale, ha in più occasioni espresso apprezzamento per il percorso legislativo intrapreso, definendolo un atto di responsabilità istituzionale a tutela delle imprese balneari e della continuità aziendale.

La Regione rivendica il proprio intervento come un tentativo di offrire certezza amministrativa in un quadro segnato da anni di proroghe, contenziosi e incertezze interpretative.
Resta tuttavia sullo sfondo il confronto con la giurisprudenza nazionale ed europea in materia di concessioni balneari, che ha più volte richiamato il divieto di proroghe generalizzate e la necessità di bandi, profilo che continuerà a rappresentare un passaggio delicato per l’attuazione concreta del modello calabrese.

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