Gambella:“Basta disinformazione: la Società Nazionale di Salvamento di Olbia è pienamente operativa e autorizzata”

Al momento stai visualizzando Gambella:“Basta disinformazione: la Società Nazionale di Salvamento di Olbia è pienamente operativa e autorizzata”
Photo by Marzena7 on Pixabay

In relazione alle informazioni diffuse e fuorvianti da persone forse poco informate nelle ultime settimane, la Società
Nazionale di Salvamento – Sezione di Olbia ritiene doveroso ristabilire la verità dei fatti. Nonostante tentativi, più o
meno espliciti, di generare confusione, i corsi per il conseguimento del brevetto di assistente bagnanti e i relativi
rinnovi proseguono regolarmente, nel rispetto della normativa vigente. La vicenda normativa prende avvio con
il Decreto n. 85/2024, che ha introdotto modifiche rilevanti nel settore della formazione dei soccorritori acquatici.
Tuttavia, tale impianto è stato parzialmente ridimensionato da una sentenza del TAR del Lazio, che ha chiarito
come la Società Nazionale di Salvamento e altri enti possano continuare a svolgere attività formativa. A oggi, a
seguito del ricorso presentato dal Ministero, si è in attesa del pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato.
Pertanto, al di là di qualsiasi narrazione strumentale, le attività formative svolte dalla Società Nazionale di
Salvamento sono legittime e conformi al quadro giuridico attuale. Va inoltre sottolineato come il Decreto presenti
evidenti lacune, tra cui la mancata distinzione tra la figura del soccorritore acquatico e quella del semplice atleta
agonista. Una confusione che rischia di compromettere la qualità e l’efficacia della formazione. Il soccorritore
acquatico, infatti, non è solo un nuotatore: è un professionista della sicurezza, formato su competenze specifiche e
indispensabili, quali:

  • utilizzo dei mezzi di salvataggio
  • basi di meteorologia
  • arte marinaresca
  • conoscenza dei nodi
  • studio delle correnti e dei fondali
  • applicazione delle ordinanze balneari
    Elementi che risultano essenziali per la tutela della vita umana in mare e che non possono essere ridotti o ignorati nei
    percorsi formativi e nei rinnovi. È inoltre doveroso ribadire che tutte queste polemiche e falsità nulla hanno a che
    vedere con il vero obiettivo del nostro lavoro: formare giovani pronti ad affrontare una professione di grande
    responsabilità. Un ruolo che richiede, prima di tutto, conoscenze specifiche e capacità di prevenzione, fondamentali
    per evitare situazioni che possano mettere a rischio la vita umana.

Sorveglianza, preparazione e prevenzione devono essere il primo obiettivo: come insegnano i veri professionisti a
livello internazionale, “prevenire è meglio che intervenire”. Questo dovrebbe essere il fine nobile di tutto il sistema.
Purtroppo, troppo spesso si assiste a dinamiche che nulla hanno a che vedere con questo principio, privilegiando
logiche diverse a discapito della sicurezza reale. Alla luce di quanto accaduto nelle ultime settimane, con gravi episodi
di cronaca legati a incidenti in piscina e dati sempre più allarmanti — oltre 600 morti per annegamento — appare
ancora più evidente come il settore necessiti di responsabilità, competenza e unità. In un contesto caratterizzato
anche da una crescente scarsità di risorse umane, è fondamentale fare fronte comune, al di là di appartenenze o
“colori di maglia”, mettendo al centro esclusivamente la sicurezza e la salvaguardia della vita.
La Società Nazionale di Salvamento – Sezione di Olbia continuerà a operare con serietà, competenza e
responsabilità, senza lasciarsi condizionare da ricostruzioni arbitrarie o interessate. Si evidenzia inoltre che la Sezione
è stata, a seguito di accurata ispezione, formalmente autorizzata dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto, nel
rispetto dei protocolli ministeriali previsti, a ulteriore conferma della regolarità e qualità dell’attività svolta. Si precisa
inoltre che la Sezione dispone, come previsto dal Decreto, di allenatori qualificati SNAQ di 2° e 3° livello
della Federazione Italiana Nuoto, a ulteriore garanzia della dell’attività formativa. Si rende altresì noto che tali notizie
inesatte stanno generando esclusivamente confusione e un ingiustificato spostamento di tesseramenti da un ente
all’altro, senza alcun reale fondamento normativo. Per tale motivo, la Sezione si riserva di procedere con formale
diffida nei confronti di chiunque, anche per ignoranza o scarsa informazione, continui a diffondere informazioni false o
distorte, lesive della reputazione e dell’operato dell’Ente.

Lascia un commento