La pazienza è finita. Di fronte ai continui rinvii e all’assenza del tanto atteso “bando-tipo” nazionale promesso dal Governo (atteso invano dopo il Decreto n. 32 di marzo 2026), gli enti locali della Romagna hanno deciso di rompere gli indugi per salvaguardare il comparto turistico. Il rischio di arrivare impreparati alla scadenza ultima delle attuali concessioni, fissata al 2027 dal “Decreto Salva infrazioni”, ha spinto i Comuni costieri a prendere l’iniziativa, supportati dalla Regione Emilia-Romagna che ha alzato un vero e proprio “muro” contro le decisioni calate dall’alto da Roma.
A fare da apripista è il Comune di Rimini. L’amministrazione comunale, tramite l’assessora al Demanio Valentina Ridolfi, ha infatti annunciato che già prima dell’estate partirà una prima tranche sperimentale di gare. Questa fase iniziale riguarderà tra le 23 e le 27 aree di solo ombreggio situate nella zona di Rimini Nord (principalmente a Viserba e Torre Pedrera), dove i servizi principali degli stabilimenti (come bar e cabine) sorgono già su terreni privati, ma per le quali è necessario mettere a bando le porzioni di spiaggia demaniale destinate a ombrelloni e lettini.
“Queste prime gare rappresenteranno una fondamentale base operativa, un banco di prova su cui testare le procedure per i bandi massicci che seguiranno dopo l’estate”, ha spiegato il Comune di Rimini, sottolineando come l’obiettivo sia quello di completare l’assegnazione di tutte le concessioni entro l’autunno, così da garantire l’avvio regolare della stagione 2027.
Anche Riccione si sta muovendo nella stessa direzione. L’amministrazione riccionese sta lavorando a un nuovo modello strategico per gli stabilimenti balneari, con l’intenzione di avviare una prima fase di bandi che includa rigidi criteri di sostenibilità economica, ambientale e sociale. I Comuni romagnoli non si stanno muovendo in ordine sparso: tutte le procedure in fase di stesura seguono le linee guida tracciate dal tavolo tecnico regionale avviato nell’ottobre 2025, un coordinamento voluto proprio per garantire omogeneità su tutta la costa ed evitare il rischio di infiniti ricorsi al Tar.
Mentre la Romagna traccia la sua rotta, da Roma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti continua a prendere tempo. Il primo atteso confronto informale tra Governo ed enti territoriali della Conferenza Unificata, tenutosi al Mit giovedì 16 aprile per definire i criteri del bando-tipo (tra cui durata, indennizzi e requisiti di aggiudicazione), si è infatti concluso con una fumata nera e un ennesimo rinvio: la palla, passa ora alla prossima riunione tecnica aggiornata al 27 aprile. La direttiva Bolkestein, però, non può più attendere e la salvaguardia del modello turistico balneare romagnolo passa ora inevitabilmente per l’iniziativa dei sindaci.
come cantava Mina…parole…parole…parole..!!! provate ad immaginare perchè non si sono ancora fatti i bandi..!!!! LA LEGGE 88 del 16.03.2001 (dicasi legge Amato presidente del consiglio) art.10 e seg. tuttora valida e attiva stabilisce il rinnovo automatico ogni sei anni delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative.- Inoltre l’ordinanza del 5/06/2025 C-464/2024 della CORTE DI GIUSTIZIA EU ha definitivamente ESCLUSO le concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative dal campo di applicazione della direttiva BOLKENSTEIN e del diritto primario dell’Unione Europea.- ecco le ragioni per cui gli amministratori NON autorizzano i bandi poichè ILLEGALI E FIRMANDO GLI EVENTUALI ATTI CONCESSORI RISCHIEREBBERO I L PIGNORAMENTO DELLE LORO PROPRIETA’ PER RISARCIRE I DANNI SUBITI DAI BALNEARI.- tanto dovevo ai parolai magici…
Se cosi e’ perche’ perche’ vanno all’asta?