Dalle mareggiate ai nuovi PUL: la mappa delle regole 2026 per gli stabilimenti in Sardegna

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Il 16 aprile 2026, su proposta dell’assessore agli Enti locali e Urbanistica Francesco Spanedda, la Giunta della Regione Sardegna ha approvato una delibera fondamentale che detta gli indirizzi operativi per le concessioni demaniali in vista della stagione estiva imminente. Il provvedimento si configura come uno “strumento ponte” per i Comuni che non hanno ancora approvato il Piano di Utilizzo dei Litorali (PUL), permettendo loro di rilasciare concessioni stagionali in base alle regole transitorie vigenti e scongiurando il blocco delle attività.

Un aspetto cruciale della delibera riguarda la durata dei titoli: per le nuove concessioni rilasciate in questa fase di transizione, la durata massima è fissata a tre anni dall’approvazione delle nuove linee guida comunali per i PUL (che la Regione aveva aggiornato nel febbraio 2026). Inoltre, per le strutture di “facile rimozione” che possiedono autorizzazioni non stagionali, la validità sotto il profilo demaniale resta comunque limitata alla sola durata della stagione balneare. L’obiettivo dell’assessore Spanedda è quello di accompagnare il comparto verso la piena attuazione della pianificazione, garantendo nel frattempo la necessaria certezza giuridica e operativa.

L’allarme degli operatori e i danni del ciclone Harry

L’intervento urgente della Regione è arrivato in risposta al gravissimo allarme lanciato il 10 aprile 2026 da Confindustria Sardegna, che aveva avvertito del rischio di perdere oltre 6.000 posti di lavoro durante l’estate. Il settore balneare sardo, già provato dall’incertezza normativa legata alle mancate proroghe nazionali e alle sentenze del TAR sulle procedure a evidenza pubblica, ha subito recentemente un colpo durissimo a causa del “ciclone Harry”. Questo evento meteorologico estremo ha provocato pesanti mareggiate che hanno devastato i litorali, con danni stimati inizialmente intorno ai 10 milioni di euro (tra stabilimenti balneari e porti turistici).

Senza un quadro normativo stabile che garantisse le concessioni, le banche hanno bloccato i finanziamenti agli imprenditori, impedendo loro di sostenere le enormi spese di ripristino per ricostruire le strutture distrutte dal ciclone prima dell’inizio della stagione. Per far fronte a questa doppia emergenza (burocratica e climatica), la delibera regionale del 16 aprile ha introdotto specifiche misure di flessibilità: la Regione ha infatti autorizzato il “riposizionamento temporaneo e contingente” delle concessioni balneari, permettendo agli operatori colpiti dalle mareggiate di spostare le proprie strutture all’interno della stessa spiaggia o in aree limitrofe agibili.

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