Da San Cataldo la sfida al caro-spiagge“Lettini a 8 euro e menù popolari”
Della Valle (Confiimprese Demaniali Italia): “Tariffe in linea con la media nazionale, attacco ingiusto alle imprese balneari” San Cataldo rompe il coro delle polemiche estive e lancia una sfida diretta al caro-lidi. Lettini a 8 euro, ombrelloni a prezzi contenuti, menù di pesce e piatti tipici a costi popolari: un’offerta pensata per famiglie e ceto medio, in particolare nei giorni caldi di Ferragosto. «Per il mese di agosto – spiega Marco De Matteis del Lido Sole Luna – l’ombrellone costa 30 euro, mentre chi vuole solo il lettino paga appena 8 euro. Con la formula stagionale, il costo dell’ombrellone è di mille euro. Abbiamo scelto di contenere i prezzi e garantire qualità, dalla colazione alla cena, così da rendere il mare accessibile a tutti». Non solo lidi attrezzati: nel Salento, sottolinea De Matteis, esistono anche numerose spiagge libere di grande bellezza, molte premiate con la Bandiera Blu, che restano fruibili gratuitamente. La difesa delle imprese balneari Sulla questione interviene anche Mauro Della Valle, presidente di Confiimprese Demaniali Italia, che ribadisce come le tariffe in Puglia siano in linea con la media nazionale: «Ad agosto un ombrellone con due lettini costa 30 euro in prima fila e 25 in seconda, mentre il lettino singolo è 8 euro». Per Della Valle, gli attacchi alle imprese balneari non sono casuali, ma «un tentativo di screditare l’identità storica e l’eccellenza turistico-balneare dell’Italia, così da arrivare deboli alle prossime gare per le concessioni demaniali». Il presidente ricorda che «in Puglia l’80% delle spiagge è libero e fruibile» e mette in guardia dai rischi futuri: «Quando le spiagge saranno in mano a fondi stranieri, verrà limitato l’accesso al pubblico, i giovani non potranno più lavorare nei lidi, la malavita troverà spazio per riciclare denaro, e la frisella sarà rimpiazzata da hot dog e sushi». Un modello replicabile? La “formula San Cataldo” mostra che, anche in alta stagione, è possibile garantire servizi di qualità a costi accessibili. Una scelta che, oltre a conquistare la clientela, rilancia il dibattito su quale debba essere il futuro della gestione del demanio marittimo in Italia: tra tutela delle imprese storiche e diritto di tutti a vivere il mare senza esborsi eccessivi.