Caro spiaggia? La verità: in Italia esistono stabilimenti balneari per tutte le tasche e in tutte le località

Negli ultimi giorni alcune testate giornalistiche italiane hanno alimentato un caso mediatico sul presunto “caro spiaggia”, sostenendo che i prezzi applicati dagli stabilimenti balneari sarebbero così elevati da impedire a molte famiglie di trascorrere le proprie vacanze al mare. Assobalneari Italia ritiene necessario chiarire che questa rappresentazione non corrisponde alla realtà. Il sistema balneare italiano è estremamente diversificato e offre soluzioni per tutte le tasche, con tariffe e servizi proporzionati alle diverse esigenze del pubblico, esattamente come accade nel settore alberghiero o in quello dei campeggi. Il turista può scegliere tra stabilimenti con servizi essenziali e strutture più attrezzate, in località e contesti differenti, modulando la spesa in base alle proprie possibilità. Pertanto, imputare il calo di presenze esclusivamente a tariffe “insostenibili” non riflette la reale complessità del fenomeno. Le vere cause: la crisi economicaLe cause di questo calo di presenze sono invece da ricercare nella grave crisi economica che attanaglia le famiglie italiane. L’aumento del costo della vita – bollette, carburanti, affitti e spesa alimentare – ha ridotto in maniera significativa il potere di acquisto. In molti casi, anche con due redditi familiari, le risorse disponibili non consentono di dedicarsi alle vacanze come in passato, portando a scelte di risparmio che penalizzano il turismo, in particolare nei giorni feriali. Non è giusto scaricare la colpa sulle imprese balneariNon è corretto scaricare sulle imprese balneari italiane, spesso vituperate e prese di mira da alcuni media non obiettivi, la responsabilità di quanto sta avvenendo. Il danno non è solo per il comparto balneare, ma per tutte le economie delle comunità costiere italiane, che vivono del flusso turistico e vedono oggi diminuire presenze e consumi. Danni all’immagine del turismo italianoL’immagine di spiagge italiane “inavvicinabili” sta arrecando un grave danno non solo agli imprenditori balneari, ma a tutto il comparto turistico costiero. Sempre più media internazionali riprendono questa narrazione, con una ricaduta negativa che rischia di disincentivare i visitatori stranieri e compromettere la reputazione del nostro Paese come meta balneare di eccellenza. Un invito alla responsabilità nella comunicazioneAssobalneari Italia invita i media a un’informazione equilibrata e fondata sui dati reali, evitando generalizzazioni che finiscono per colpire un intero settore economico, fatto di migliaia di imprese familiari che garantiscono occupazione e servizi di qualità lungo tutte le coste italiane. È il momento di sostenere, non danneggiare, l’economia turistica del Paese.

Licordari: “Turismo balneare in sofferenza: spiagge affollate solo la domenica, calo di consumi e presenze durante la settimana

È ormai evidente lungo tutta la costa italiana: le spiagge sono affollate soltanto la domenica, mentre per il resto della settimana risultano spesso semideserte. Un segnale chiaro che conferma il difficile momento economico che vivono le famiglie italiane e il calo generalizzato del turismo, anche straniero. Calo delle presenze e dei consumi stimato tra il 20% e il 30% Secondo una stima condivisa da molti operatori del settore, la stagione balneare 2025 sta registrando una contrazione tra il 20% e il 30% rispetto agli anni precedenti, sia in termini di presenze che di consumi. I servizi di somministrazione – bar, ristoranti, noleggio attrezzature – subiscono un calo importante, con consumi ridotti al minimo.L’unica giornata che registra afflusso è la domenica, dove si concentra un turismo “mordi e fuggi” che non riesce a sostenere economicamente il settore. Le cause: crisi economica e instabilità internazionale Il fenomeno è figlio di una condizione economica molto critica. Il caro vita – bollette, affitti, carburante, mutui, generi alimentari – colpisce direttamente il potere d’acquisto delle famiglie. Anche in presenza di due stipendi, molte famiglie faticano ad arrivare a fine mese.In queste condizioni, è naturale che le prime spese a essere ridotte siano quelle per svago, divertimento e vacanze. E anche il turismo straniero, soprattutto europeo, sta rallentando, influenzato da uno scenario internazionale instabile, con due conflitti in corso, nuove tensioni commerciali e incertezze economiche che riducono la propensione a viaggiare. Non solo stabilimenti: penalizzata l’intera economia locale A risentirne non sono solo gli stabilimenti balneari, ma tutto il tessuto economico delle località costiere, dove l’indotto del turismo rappresenta una fonte primaria di reddito. Meno turisti significano meno lavoro per bar, ristoranti, negozi, hotel, fornitori locali e attività stagionali.Le cittadine di mare si ritrovano così con un flusso di visitatori ridotto, che mina la sostenibilità economica di intere comunità. Assobalneari Italia: “Tariffe calmierate per aiutare le famiglie” Consapevole del contesto, Assobalneari Italia ha dato indicazione chiara ai propri associati, fin dall’inizio della stagione, di non aumentare le tariffe, ma di prevedere al massimo adeguamenti contenuti, per venire incontro alle difficoltà delle famiglie.Sul territorio nazionale esistono stabilimenti balneari per tutte le fasce di reddito: dal servizio essenziale alla struttura superattrezzata, l’Italia offre soluzioni per ogni esigenza. Un appello al Governo: difendere il comparto balneare italiano In questo scenario delicato, è necessario che il Governo continui a difendere il settore balneare italiano dagli attacchi dei tecnocrati di Bruxelles, che vorrebbero mettere a gara le concessioni in modo illegittimo, ignorando la storia, il valore sociale e il modello economico delle imprese familiari che da generazioni operano lungo le nostre coste.Assobalneari Italia rinnova l’appello alle istituzioni nazionali affinché venga respinto ogni tentativo di smantellamento del comparto, riconoscendo la sua centralità per l’identità e l’economia del Paese.