Monta la polemica sulle spiagge siciliane, dove da più parti stanno nascendo comitati “pro spiaggia e battigia libera”, contro presunte occupazioni abusive, staccionate e tornelli. Una campagna che gli operatori definiscono “denigratoria e ingiusta”. A intervenire con una nota è l’Associazione Turistica Balneare Siciliana, che parla di “attacco strumentale e generalizzato contro l’intera categoria”.
“Ormai sembra che siamo i soli responsabili di qualsiasi cosa accade intorno alle spiagge – afferma l’associazione –. L’ultima vicenda supera ogni immaginazione: La Civetta di Minerva, testata dichiaratamente comunista, è arrivata a pubblicare la foto di un uomo sdraiato sulla battigia per dimostrare la distanza dei nostri lettini dal mare. Siamo davvero all’impensabile, nemmeno Verga o Camilleri avrebbero raccontato una simile scena”.
Secondo i balneari, l’attacco è dettato da logiche politiche e mediatiche: “Cosa non si fa per denigrare la nostra attività. Stiamo già sopportando un calo di presenze e di introiti, ma dobbiamo anche affrontare l’ignoranza di chi cerca solo visibilità elettorale, inventando accuse e falsità”.

L’associazione rivendica il ruolo sociale ed economico dei concessionari: “Si dimentica che siamo noi le vere sentinelle del mare per le Capitanerie di Porto. Garantiamo il primo soccorso, il servizio di salvataggio con i bagnini, un’infermeria attrezzata, l’accesso al mare per le persone con disabilità, la pulizia degli arenili con raccolta differenziata e i servizi igienici. Sono attività necessarie che spesso nemmeno i Comuni assicurano, nonostante siano obbligati per legge”.
Anche l’impatto occupazionale non va trascurato: “Diamo lavoro a tanti giovani disoccupati e sosteniamo un giro d’affari significativo. Paghiamo tasse e contributi, compreso il DURC, ma veniamo ignorati dal Governo regionale e attaccati da chi non conosce nemmeno la materia del demanio marittimo, che in Sicilia è diversa dal resto d’Italia”.
L’associazione sposta poi il mirino su altre criticità dell’Isola: “Chi ci attacca dovrebbe riversare la stessa rabbia sulla mala sanità, sul caro vita, sugli stipendi bassi, sui vitalizi, sulla mancanza di infrastrutture e collegamenti. Da settant’anni aspettiamo ancora il completamento dell’autostrada Siracusa–Gela e mancano ancora 60 chilometri, ma il problema principale sembrano essere i nostri ombrelloni”.
Infine, i balneari ricordano un dato spesso ignorato: “In Sicilia abbiamo 1.800 chilometri di costa, eppure i concessionari occupano appena l’8%. È troppo facile urlare ‘spiagge libere per tutti’ dimenticando questi numeri. Non si può generalizzare un singolo episodio e trasformarlo in condanna per tutta la categoria”.