Lo Stato incassa ogni anno circa 6 milioni di euro dalle concessioni balneari in Abruzzo, di cui 1,5 milioni solo nel territorio di Pescara. Una cifra importante che, secondo Riccardo Padovano, presidente del Sib-Confcommercio Abruzzo e della Confcommercio Pescara, dovrebbe restare ai comuni costieri per finanziare servizi e interventi di manutenzione lungo le spiagge libere.
“È legittimo che si paghino i canoni – ha dichiarato Padovano – e in località particolarmente ambite potrebbero anche essere rivisti al rialzo. Quello che non è giusto è che gli introiti non vengano reinvestiti nei territori che li generano”.
La proposta: risorse ai territori
Oggi le somme finiscono nelle casse statali, mentre i comuni – definiti da Padovano “gli ultimi guardiani della costa” – si trovano a dover affrontare contenziosi, manutenzioni, accessi murati o spiagge abbandonate, senza però disporre delle risorse necessarie. Da qui la richiesta che i canoni restino direttamente ai municipi o, in alternativa, vengano gestiti tramite le Regioni.
Il presidente del Sib ricorda anche il decreto legislativo 85/2010 sul cosiddetto federalismo demaniale, che prevedeva il trasferimento del demanio marittimo agli enti territoriali: “Basterebbe un DPCM per attuare quella norma, mai resa operativa”.
Spiagge libere in difficoltà
Secondo Padovano, il mancato reinvestimento dei canoni sta compromettendo il decoro delle coste. Le spiagge libere, che dovrebbero fungere da cuscinetti tra gli stabilimenti, sono spesso inaccessibili, trascurate o piene di rifiuti, con ricadute negative anche sull’immagine dei lidi attrezzati.
Un problema che riguarda non solo l’Abruzzo: a livello nazionale, i dati del Ministero delle Infrastrutture indicano che il 33% delle spiagge italiane è attualmente in concessione, mentre nel 2025 lo Stato incasserà circa 150 milioni di euro dai canoni, con un aumento del 30% rispetto agli ultimi tre anni.
Stagione turistica altalenante
Il bilancio della stagione estiva in Abruzzo, aggiunge Padovano, è stato altalenante: a un forte calo di presenze registrato a luglio è seguita una ripresa ad agosto, che ha riportato i numeri in linea con l’anno precedente.
L’appello finale
Per il Sib-Confcommercio, la partita sui canoni balneari non riguarda soltanto le imprese ma la tenuta complessiva delle coste. “Non è accettabile – conclude Padovano – che i comuni siano lasciati soli a gestire accessi murati, rifiuti e spiagge dimenticate, mentre lo Stato trattiene risorse che potrebbero cambiare il volto del litorale”.