TAR Liguria (Licordari): “Carenza di spiagge libere non basta per far saltare concessioni esistenti”

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Bagni Vela Azzurra immagine Facebook dello stabilimento

“La recente sentenza del TAR Liguria sul caso della scogliera di Punta dell’Olmo, nel Comune di Celle Ligure, chiarisce che il richiamo alla presunta carenza di spiagge libere non costituisce una motivazione giuridicamente sufficiente per negare, revocare o far decadere concessioni demaniali esistenti.

I giudici amministrativi hanno annullato il provvedimento comunale rilevando errori nei calcoli delle percentuali, la mancata distinzione tra arenili sabbiosi e scogliere e l’uso improprio del parametro delle spiagge libere come giustificazione automatica. Il TAR ha ribadito che ogni decisione in materia di concessioni deve essere sorretta da istruttorie puntuali, motivazioni specifiche e dal rispetto dell’affidamento legittimo degli operatori. Un principio che assume particolare rilievo anche in altri contesti della Liguria, come nel caso di Spotorno, dove l’ipotesi di eliminazione o riduzione delle concessioni viene giustificata richiamando l’obbligo del 40% di spiagge libere, attribuito alla Regione Liguria.

Alla luce della sentenza del TAR, viene quindi ribadita la necessità che le decisioni in materia di demanio marittimo siano assunte nel rispetto della legge, delle pronunce giurisdizionali e dei dati reali, evitando provvedimenti automatici o generalizzati.”

Infatti tale ricostruzione non corrisponde al quadro normativo vigente. Esiste infatti una deroga normativa, nota come “legge Invernizzi”, che consente di procedere alle gare per le concessioni demaniali anche in presenza di una percentuale di spiagge libere inferiore al 40%, senza la necessità di revocare concessioni in essere per riequilibrare i dati. Questa sentenza conferma ciò che sosteniamo da tempo: non si possono far saltare concessioni utilizzando in modo ideologico il tema delle spiagge libere come ha tentato di fare Celle Ligure ed ora l’ Amministrazione di Spotorno. Il richiamo generico alle percentuali non può diventare uno strumento per colpire chi lavora regolarmente sul territorio! Attribuire alla Regione responsabilità che non ha, rischia di creare uno scaricabarile istituzionale che finisce per penalizzare i concessionari, trasformandoli nel bersaglio di scelte politiche e amministrative locali.

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