Dopo anni di proroghe automatiche, per le concessioni balneari di Arma di Taggia si apre, purtroppo, la stagione dei bandi pubblici.
La decisione arriva a seguito del ricorso dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e della sentenza del TAR Liguria che ha annullato le estensioni al 2027, imponendo al Comune di allinearsi ai principi europei di trasparenza e concorrenza.
Con un recente atto di indirizzo, la Giunta guidata dal sindaco Mario Conio ha fissato le regole per le future gare, che dovranno essere avviate entro il 31 dicembre 2025, con 75 giorni di tempo per presentare le domande.
Per i balneari si tratta di un passaggio delicato ma anche dell’occasione per trasformare l’esperienza maturata in un’offerta competitiva, in grado di reggere il confronto con nuovi potenziali concorrenti.
Negli anni scorsi il Comune di Taggia aveva allineato le proprie concessioni alle proroghe nazionali, spingendo in avanti le scadenze prima al 2024 e poi al 2027, senza però avviare parallelamente procedure ad evidenza pubblica.
L’AGCM è intervenuta impugnando le delibere comunali, ritenendo che le proroghe generalizzate, non collegate a specifiche esigenze tecniche e non accompagnate da gare, fossero in contrasto con la direttiva servizi (cosiddetta direttiva Bolkestein) e con la giurisprudenza europea.
Il TAR Liguria, con la sentenza n. 998 del 15 settembre 2025, ha accolto il ricorso dell’Antitrust, annullando le delibere di proroga e disapplicando la norma nazionale che consentiva di allungare le concessioni fino al 30 settembre 2027 senza gara. I giudici hanno richiamato i principi di libertà di stabilimento, concorrenza, trasparenza e parità di trattamento, ribadendo che non sono più ammissibili rinnovi automatici a favore degli attuali gestori senza una procedura selettiva aperta.
Alla luce della pronuncia del TAR, la Giunta ha approvato un articolato atto di indirizzo che definisce i criteri generali per mettere a gara le concessioni balneari, in coerenza con la Legge 118/2022, il D.L. 131/2024 e la normativa regionale ligure. Le gare dovranno essere avviate entro il 31 dicembre 2025 e ogni bando concederà 75 giorni per la presentazione delle domande, che saranno trasmesse e valutate secondo criteri uniformi e pubblici. Il piano è coordinato con il Piano di Utilizzo del Demanio (PUD) comunale, il cui aggiornamento è rinviato alla scadenza delle nuove concessioni, come consentito dalla recente legislazione regionale.
Le linee guida chiariscono che il canone non sarà l’unico elemento di scelta: il Comune intende dare un peso rilevante alla qualità dei progetti e all’impatto sul territorio. Tra i criteri indicati spiccano esperienza, qualità dei servizi, riqualificazione dell’arenile, accessibilità, difesa della costa e promozione turistica, in linea con quanto previsto dalla Legge 118/2022 e dalla L.R. 26/2017.
Tra gli elementi che potranno far salire il punteggio della proposta ci sono:
- Esperienza tecnica e professionale nel settore turistico‑balneare, maturata anche in precedenti concessioni.
- Programmi di riqualificazione e messa in sicurezza delle strutture, nel rispetto delle norme urbanistiche, edilizie e paesaggistiche.
- Interventi per garantire accesso e fruizione a tutti, inclusi percorsi per persone con disabilità, libero transito sulla battigia e apertura oltre la stagione estiva.
- Opere di difesa costiera che proteggano sia gli stabilimenti sia il litorale e le infrastrutture pubbliche retrostanti.
- Iniziative di promozione del territorio, eventi, attività culturali e sportive, progetti di inclusione sociale e sostegno alla piccola e media impresa locale.
- Adozione di soluzioni sostenibili sul piano ambientale e paesaggistico, con attenzione alla riduzione della cementificazione e all’uso di materiali ecocompatibili.
Per evitare concentrazioni e favorire una maggiore pluralità di soggetti, il Comune applicherà il principio secondo cui lo stesso operatore non potrà ottenere più di una concessione all’interno del territorio comunale. Questo deriva sia dalla normativa regionale ligure, sia dalla scelta politica di aprire il mercato a una platea più ampia di imprese e imprenditori, in linea con l’impostazione concorrenziale richiesta dall’Unione europea.
In pratica, ogni soggetto – persona fisica o società – potrà partecipare a una sola procedura di gara per gli stabilimenti balneari nella prima tornata di bandi, dovendo quindi selezionare con attenzione la concessione per cui candidarsi.
La strategia di posizionamento, anche alla luce delle caratteristiche di ogni tratto di spiaggia e del potenziale giro d’affari, diventa quindi un tema decisivo per gli operatori.
Un capitolo centrale riguarda gli strumenti di tutela degli uscenti, a partire dall’indennizzo previsto dalla Legge 118/2022 per gli investimenti non ancora ammortizzati. Se la concessione sarà aggiudicata a un nuovo soggetto, il gestore uscente avrà diritto a un rimborso pari al valore degli investimenti non ammortizzati e a una remunerazione equa sugli investimenti degli ultimi cinque anni, al netto degli eventuali aiuti pubblici ricevuti.
L’importo sarà calcolato attraverso una perizia asseverata, commissionata dal Comune a un professionista scelto tra quelli indicati dal Consiglio nazionale dei commercialisti, sulla base dei dati forniti dall’uscente.
Nel caso in cui la concessione venga assegnata a un nuovo operatore, l’attuale gestore – oltre ad aver diritto all’indennizzo – sarà tenuto a proprie spese alla rimozione e, se necessario, alla demolizione delle opere non amovibili realizzate sull’area demaniale. Il nuovo gestore dovrà poi versare almeno il 20% dell’indennizzo al momento del subentro, pena la decadenza dall’aggiudicazione.
Alla vigilia dei bandi, per gli operatori balneari di Arma di Taggia il tempo è prezioso e serve una strategia chiara.
Non si tratta solo di “presentare domanda”, ma di costruire progetti solidi, documentati e coerenti con i nuovi criteri di scelta dell’Amministrazione.
In concreto, i gestori sono chiamati a:
- Prendere atto che le proroghe automatiche fino al 2027 sono state annullate e che la continuità dell’attività dipenderà dall’esito delle gare.
- Monitorare con costanza il sito del Comune e l’albo pretorio per intercettare in tempo reale la pubblicazione dei bandi relativi alla propria concessione o ad altre aree di interesse.
- Scegliere con attenzione a quale gara partecipare, tenendo conto del vincolo di una sola concessione per operatore nel territorio comunale.
- Preparare un progetto tecnico e un piano economico‑finanziario chiari, che dimostrino sostenibilità, capacità di investimento e coerenza con la durata della concessione (tra 5 e 20 anni).
- Costruire un’offerta che valorizzi gli aspetti richiesti dal Comune: qualità dei servizi, riqualificazione delle strutture, accessibilità universale, difesa costiera, iniziative turistiche e sociali, sostenibilità ambientale.
- Raccogliere e ordinare tutta la documentazione sugli investimenti effettuati e sugli ammortamenti, in vista della perizia per l’indennizzo in caso di mancata riassegnazione della concessione.
- Verificare e, se necessario, regolarizzare la propria posizione tributaria e contributiva, in particolare canoni demaniali e imposte dovute al Comune, che saranno oggetto di controlli prima del rilascio dei nuovi titoli.
La partita che si apre sulle spiagge di Arma non è solo giuridica, ma profondamente economica e strategica: chi saprà sfruttare al meglio questa transizione, preparandosi per tempo e valorizzando il proprio radicamento sul territorio, avrà più possibilità di continuare a operare nel nuovo quadro regolatorio.