Ricci, ITB Italia: “Appello finale al Governo per salvaguardare il lavoro delle imprese familiari balneari”
Nel ringraziare la Presidenza del Consiglio dei Ministri, i tecnici e tutti funzionari impegnati nella ricerca di una soluzione della questione “balneari”, ritengo necessario uno specifico intervento per salvaguardare il lavoro di tantissime imprese perlopiù familiari che compongono il comparto turistico Balneare. Il sottoscritto, ormai anziano componente di una famiglia con storica tradizione di balneari nonché Responsabile di ITB Italia, una libera associazione di categoria, confessa la personale amarezza e delusione nell’aver dovuto ascoltare proposte in totale controtendenza rispetto la logica dei ruoli rappresentati in questo tavolo tecnico, il mio parere non è certamente tecnico,ma proviene dalla esperienza pratica acquisita sulla spiaggia. Lo sviluppo costiero della penisola Italiana è di circa 8000 Km escluse quelle di fiumi e laghi, e solo 900 sono quelli occupati regolarmente da imprenditori turistici, parlare di “scarsità” è superfluo, e comunque non può essere il problema principale sul quale discutere su questo tavolo, ma lo è invece il futuro che si vuole offrire alle nostre imprese, che ci auguriamo possa essere equiparata ad una qualsiasi azienda presente sul territorio italiano. La nostra associazione da anni continua a portare avanti una proposta che, non è mai stata presa con la giusta considerazione dai rappresentanti sindacali della categoria né tantomeno dagli uffici di competenza (fatta eccezione di Pier Paolo Baretta, all’epoca Sottosegretario al Mef), anche se riteniamo, a nostro parere risolutiva.La proposta denominata “Limpida” (che trovate in allegato) già dal 2013 chiariva le ragioni per cui concedere (con definitiva risoluzione della vertenza tra i concessionari e il demanio turistico) le aree regolarmente urbanizzate, dove oggi insistono le strutture fisse, mobili o già acquisite dallo Stato, agli attuali gestori. La spiaggia adibita alla posa degli ombrelloni e alle attività di balneazione, resterebbero invece sempre, area soggette al Demanio, con relativo pagamento di canone, normalmente fino a cinque metri dalla battigia o secondo le diverse normative applicate localmente tramite i piani regolatori della spiaggia.La nostra richiesta, di riconoscimento del Diritto di superficie con riscatto, non cambierebbe nulla della attuale gestione delle spiagge Italiane (senza le inutili abrogazioni di articoli storici come il 49 e 37 del Codice della Navigazione e con il 10 della Legge 88/0) ma consentirebbe agli operatori del settore, di avere certezza sulla gestione delle aree occupate dalle strutturedei stabilimenti balneari(secondo il valore concordato localmente in base alla valenza turistica e ai valori OMI di riferimento).Questo è l’aspetto fondamentale che andrebbe regolato. Operando in tal senso, i balneari sarebbero tutelati dal Comune e dalle Regioni di appartenenza e dallo Stato Italiano, che ne detterebbe le regole e modalità d’uso, bypassando così le Istituzioni Europee, che dimostrano invece un completo disinteresse sul futuro delle aziende coinvolte. Istituzione che non hanno tenuto conto di quanto fatto da generazioni di concessionari dispiaggia Italiani, i quali hanno duramente lavorato affinché enormi aree abbandonate a se stesse o inutilizzate per altri scopi, diventassero quello che è oggi un brand riconosciuto in tutto il mondo. Siamo convinti che discutere di “Limpida” all’interno del tavolo tecnico insieme ai tecnici di provata esperienza che…