Spotorno, il “caso spiagge libere” diventa nazionale: bozza PUD al 40% e città spaccata tra petizioni (in vantaggio pro balneari) e timori per il turismo

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Bagni Vela Azzurra immagine Facebook dello stabilimento

A Spotorno il confronto sul nuovo Piano di Utilizzo del Demanio (PUD) sta infiammando categorie, cittadini e politica, dopo l’ipotesi di aumentare la quota di spiagge libere e libere attrezzate fino al 40% dell’arenile. La discussione, nata in ambito locale, ha già superato i confini del Comune e approda anche in Parlamento, mentre sui social e nelle petizioni online si contano migliaia di adesioni.

Il sindaco Mattia Fiorini ha presentato ai balneari e poi agli operatori del turismo una bozza del nuovo PUD, rivendicando la necessità di adeguarsi a norme europee, nazionali e regionali e di riequilibrare l’uso pubblico della costa. Il tema si innesta nel percorso ligure verso una gestione “definitiva” del demanio in vista del 2027, anche alla luce della deroga regionale che sospende fino al 30 settembre 2027 l’obbligo del 40% per poter andare a gara.

Secondo i dati riportati sulla bozza, a Spotorno oggi la quota di spiagge libere/libere attrezzate è intorno al 10% e il piano la porterebbe al 40%. Gli stabilimenti balneari passerebbero da 34 a 25, con 9 concessioni potenzialmente cancellate nello scenario ipotizzato, anche se non tutti i nomi sarebbero stati chiariti (alcune aree citate ricadrebbero verso il Merello, al confine con Bergeggi). Tra gli stabilimenti indicati come possibili “perdenti” dal presidente dei balneari spotornesi Mirco (Wlly) Vaggi figurano, tra gli altri, Bagni Lord Nelson, Bagni Garrone, Bagni Aurora, Bagni Torino Palace e Bagni Palace Beach, con ipotesi di conversione in spiagge per alberghi.

Il fronte civico si è organizzato soprattutto online: una petizione a favore del PUD ha superato le 600 firme, mentre quella contraria (promossa da Ilaria Peluffo) ha oltrepassato le 2.800 firme in pochi giorni, secondo i conteggi riportati dalla stampa locale. Nel dibattito pubblico, i contrari sostengono che la riduzione delle aree in concessione possa incidere su sicurezza/servizi e sull’attrattività turistica, mentre i favorevoli rivendicano più accessibilità e una fruizione più “pubblica” dell’arenile. Testate locali segnalano inoltre che la discussione si è spostata con forza sui social, contribuendo a polarizzare ulteriormente la comunità.​

La vicenda ha innescato reazioni anche a livello regionale: Vaccarezza (Forza Italia) e Foscolo (Lega) hanno criticato l’impostazione del piano, mentre Selena Candia (AVS) ha espresso sostegno alla scelta di arrivare al 40% di spiagge libere. Sul piano nazionale, il 20 gennaio è indicato l’arrivo del caso in Parlamento con un’interrogazione presentata dal deputato del Gruppo Misto Emanuele Bozzolo. Il passaggio chiave sul territorio è l’assemblea pubblica del 28 gennaio alle 21 alla Sala Congressi Palace, pensata per illustrare la bozza e raccogliere osservazioni prima di un’eventuale adozione in Consiglio comunale e successivo invio in Regione.

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