A Spotorno cresce la protesta contro la bozza del nuovo Piano di utilizzo del demanio marittimo (PUD). Non sono solo i balneari a manifestare preoccupazione: anche commercianti e operatori economici del paese si schierano apertamente contro un progetto che, secondo molti, rischia di stravolgere l’equilibrio turistico e sociale della località.
Il Piano, che punta ad aumentare la percentuale di spiagge libere e libere attrezzate fino al 40% in attuazione delle indicazioni regionali, comporterebbe la cancellazione di nove stabilimenti balneari, riducendo il numero delle concessioni da 34 a 25. Una scelta che viene definita da più parti “coraggiosa ma poco responsabile”, perché destinata ad avere effetti non solo sui concessionari ma sull’intero indotto.
I commercianti, riunitisi nei giorni scorsi per fare il punto della situazione, chiedono al sindaco Mattia Fiorini interventi concreti su pulizia, sicurezza e decoro. «Aumentare le spiagge libere senza rafforzare i controlli – spiegano – rischia di creare disordine e problemi di gestione, con ricadute negative sull’immagine del paese e sull’economia locale». Il timore è che l’aumento delle aree libere porti a una crescita delle presenze non governate, soprattutto nei fine settimana, aggravando criticità già note.

Il confronto entra nel vivo questa sera alle 21, nella sala convegni del Palace, dove il sindaco presenterà ufficialmente la bozza del PUD nel corso di un’assemblea pubblica che si preannuncia tesa. La sala è sold-out: i 148 posti disponibili (con il 50% riservato ai residenti) sono andati esauriti in poche ore, a dimostrazione dell’altissimo livello di attenzione e preoccupazione.
L’incontro sarà trasmesso anche in diretta sul canale YouTube del Comune. Per l’occasione è stata emanata un’ordinanza che prevede la chiusura al traffico dell’Aurelia nel tratto tra Punta Est e via Battisti, il divieto di sosta con rimozione forzata e misure straordinarie di vigilanza per l’ordine pubblico.
Il sindaco Fiorini ribadisce che «il Piano non è un testo calato dall’alto, ma una bozza migliorabile», sottolineando la differenza tra discutere per apportare correttivi e opporsi a ogni cambiamento. «La costa non può essere vista solo come una sequenza di concessioni – afferma – ma come un’infrastruttura turistica essenziale per residenti, ospiti, lavoratori e imprese». Fiorini rassicura anche sul fronte occupazionale, sostenendo che le gare non metteranno a rischio i livelli di lavoro e che le spiagge liberate saranno comunque attrezzate e dotate di tutti i servizi.
Di diverso avviso balneari e operatori economici. «Si rompe un equilibrio costruito negli anni – spiegano – e si manda un segnale negativo ai turisti che scelgono Spotorno proprio per l’organizzazione delle sue spiagge». Secondo i concessionari, i dati dimostrerebbero che il Comune è già vicino alle percentuali di spiaggia libera richieste e che arrivare al 40% comporterebbe una riduzione eccessiva dell’offerta attrezzata.

Il clima è tale che questa sera a Spotorno sono attesi, per protesta, balneari provenienti da tutta Italia, pronti a manifestare solidarietà ai colleghi locali e a trasformare l’assemblea in un momento simbolico di mobilitazione nazionale contro i Piani demaniali ritenuti penalizzanti.
Il sindaco ha già annunciato che l’incontro di oggi non sarà l’unico: sono previsti altri appuntamenti pubblici per consentire un confronto più ampio. Ma una cosa è certa: a Spotorno il Piano spiagge non è più solo un atto tecnico. È diventato il cuore di uno scontro politico, economico e sociale che va ben oltre i confini del paese.