Spotorno, concessionari e cittadini contestano il nuovo PUD

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immagine tratta dalla pagina Facebook dei Bagni Miramare di Spotorno

Cresce la tensione tra una parte dei concessionari balneari e l’amministrazione comunale in vista della presentazione del nuovo Piano di Utilizzo delle Demanio (PUD). I gestori di alcuni stabilimenti e diversi cittadini annunciano la loro presenza all’incontro pubblico convocato per mercoledì 28 gennaio alle ore 21.00 presso la Sala Palace di Spotorno, definendolo un passaggio decisivo per il futuro dell’offerta turistica locale.

Secondo quanto riferito dai concessionari, il PUD sarebbe stato predisposto “a porte chiuse”, senza un confronto preventivo con le categorie. La contestazione principale riguarda l’aumento della quota di spiagge libere e libere attrezzate: a loro avviso, su circa 2 km di litorale si arriverebbe a prevedere circa 1 km destinato a spiaggia libera e spiaggia libera attrezzata, con una conseguente riduzione degli spazi in concessione agli stabilimenti.

I gestori sottolineano anche un tema logistico: Spotorno – sostengono – avrebbe una disponibilità di parcheggi limitata e sarebbe quindi meno adatta a un modello di “turismo da spiaggia libera”, mentre l’attuale equilibrio sarebbe legato soprattutto a un turismo familiare e alle seconde case, con presenze storiche da Lombardia e Piemonte.

Sul piano dei numeri, i concessionari richiamano una delibera del Consiglio comunale del 2023, che indicherebbe una ripartizione dell’arenile comunale pari al 34% destinato a spiagge per finalità sociali/beneficenza e a soggetti come leghe navali, e al 66% gestito da stabilimenti privati. Aggiungono inoltre che esisterebbe una porzione di arenile oggi non utilizzata che, se valorizzata, potrebbe essere destinata a spiaggia libera senza incidere sulle concessioni esistenti.

Di contro, sempre secondo i concessionari, il sindaco Fiorni, di AVS, avrebbe dichiarato sui media che a Spotorno la spiaggia libera sarebbe intorno al 10%, indicando come unica soluzione l’eliminazione di 9 stabilimenti storici, il ridimensionamento di altri e la creazione di nuove spiagge libere e nuove spiagge libere attrezzate. In questo modo, il sindaco manderebbe in mezzo ad una strada nove concessionari per realizzare altrettante spiagge libere attrezzate, cioè nove stabilimenti balneari che il comune potrebbe assegnare direttamente.

Tra gli aspetti più discussi ci sarebbero anche le modalità di gestione delle aree libere e libere attrezzate. I concessionari riferiscono che l’amministrazione ipotizzerebbe l’inserimento di chioschi nelle spiagge libere, anche tramite l’utilizzo di strutture realizzate in passato da vecchi gestori, da affidare poi in concessione con canoni ritenuti elevati e con obblighi di sorveglianza in mare e pulizia dell’arenile.

Viene contestata inoltre l’ipotesi di aumentare sensibilmente le spiagge libere attrezzate, prevedendo per i futuri gestori affitti considerati “ingenti”. In generale, i balneari temono una perdita di continuità aziendale e di fidelizzazione della clientela, soprattutto per quegli stabilimenti definiti “storici” e collocati su tratti di arenile ritenuti tra i più attrattivi.

Altro punto delicato è l’organizzazione dell’assemblea pubblica. I concessionari affermano che la sala scelta avrebbe 148 posti a sedere, con una quota destinata a stampa, autorità e amministrazione, e che per i restanti posti sarebbe prevista una prenotazione telefonica presso il Comune a partire dalle 9.00 di lunedì, con una parte dei posti riservata ai residenti. A loro avviso, questa modalità potrebbe limitare la partecipazione e incidere sulla rappresentatività del confronto.

I gestori e i cittadini contrari al PUD annunciano che saranno presenti per esprimere dissenso e chiedono sostegno e partecipazione, ritenendo che la decisione impatti direttamente su lavoro, economia turistica e identità dell’offerta locale. Nel loro appello ringraziano anche Bettina e Fabrizio per il supporto fin qui garantito nella vertenza.

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