Spiagge accessibili: il Garante disabilità detta le regole per i nuovi bandi balneari

Al momento stai visualizzando Spiagge accessibili: il Garante disabilità detta le regole per i nuovi bandi balneari
Photo by Hans Moerman on Unsplash

Il mare, per il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, non è un diritto a metà: o si può vivere l’intera giornata in spiaggia in autonomia, dall’ingresso allo stabilimento fino alla battigia, oppure l’accessibilità resta solo sulla carta. È questo il principio cardine della Delibera n. 27 del 21 luglio 2026, con cui il Collegio dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità (Agndd) ha approvato un Atto di indirizzo destinato a cambiare il modo in cui vengono scritti i bandi per le concessioni demaniali marittime a finalità turistico-ricreative. Il documento è stato trasmesso all’Anci perché arrivi a tutti i Comuni costieri.

Un diritto, non un servizio in più

Il messaggio di fondo, ripreso da più testate che hanno seguito il dossier, è netto: l’accessibilità delle spiagge “non è un servizio aggiuntivo, ma un diritto”. Non basta quindi prevedere una passerella o un bagno “a norma” isolati: secondo il Garante l’accessibilità autentica deve abbracciare l’intera esperienza balneare, dagli spazi ai percorsi, dai servizi igienici agli ausili per entrare in acqua, fino ai canali di comunicazione, alle prenotazioni, alla sicurezza e persino alla formazione del personale degli stabilimenti.

Il documento non introduce obblighi giuridici nuovi, ma spinge gli enti concedenti ad applicare in modo uniforme le norme già in vigore, che riconoscono da tempo rilievo all’accessibilità e alla qualità inclusiva dei servizi turistici demaniali.

Percorsi senza interruzioni, dall’ingresso al mare

Il cuore tecnico dell’Atto di indirizzo è il principio della progettazione universale: spazi, percorsi, attrezzature e informazioni devono poter essere usati dal maggior numero di persone possibile, senza dover ricorrere sistematicamente a soluzioni “speciali”. In pratica, il Garante chiede che i bandi impongano un collegamento continuo tra:

  • ingresso dello stabilimento;
  • aree comuni;
  • servizi principali (docce, spogliatoi, reception, casse, aree di ristoro);
  • postazioni riservate sulla spiaggia;
  • battigia e accesso al mare.

Un singolo elemento accessibile, avvertono le linee guida, non serve a nulla se resta isolato: la continuità del percorso è ciò che determina la reale fruibilità della struttura. Per questo le postazioni per le persone con disabilità non dovrebbero essere collocate in aree marginali o separate dal resto della spiaggia, ma integrate nel contesto generale.

Cosa devono contenere i bandi

L’Atto di indirizzo distingue tre livelli di intervento nei futuri capitolati di gara:

  • condizioni minime di accessibilità richieste a tutte le offerte, come la presenza di percorsi o passerelle idonei a superare gli ostacoli fisici del sito;
  • criteri premianti, da valutare nell’offerta tecnica, capaci di assegnare punteggi più alti a chi propone soluzioni che vanno oltre lo standard minimo;
  • impegni vincolanti, che una volta vinta la gara diventano obblighi contrattuali inseriti nell’atto concessorio e verificabili per tutta la durata dell’affidamento, non solo al momento della realizzazione delle opere.

Il Garante chiede inoltre che le offerte tecniche descrivano soluzioni concrete e misurabili, evitando “dichiarazioni di intenti” generiche, e che gli enti concedenti possano verificare nel tempo la continuità dei percorsi, l’effettiva fruibilità degli spazi e la sostenibilità delle soluzioni proposte anche dopo l’aggiudicazione.

Il nodo dei vincoli del territorio

Un punto delicato riguarda le caratteristiche geomorfologiche della costa: dune, scogliere, dislivelli e conformazioni particolari degli stabilimenti possono imporre soluzioni tecniche diverse da zona a zona. Il Garante non nega questa realtà, ma chiarisce che i vincoli del sito non possono diventare un alibi per rinunciare in partenza all’accessibilità: le eventuali limitazioni devono essere motivate caso per caso e, dove possibile, compensate con soluzioni alternative, organizzative o progettuali.

Il collegamento con il bando-tipo nazionale

L’iniziativa del Garante arriva in un momento preciso: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta ancora definendo il bando-tipo nazionale per l’affidamento delle concessioni balneari, previsto dal decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32. Il confronto tra il Mit e la Conferenza Unificata è partito in aprile 2026 e si è sviluppato nei mesi successivi, fino al passaggio di luglio in cui lo schema è stato sottoposto alle associazioni di categoria in vista del vaglio politico finale. Il titolare del dicastero, Matteo Salvini, aveva indicato l’obiettivo di chiudere lo schema entro la fine di quel mese.

Proprio perché il modello nazionale è ancora in lavorazione, il Garante chiede che le condizioni minime e i criteri premianti sull’accessibilità vengano inseriti fin da subito nel testo definitivo, per evitare che il tema resti affidato alla discrezionalità dei singoli Comuni costieri. L’Autorità si augura anche che le procedure di gara già avviate, ma non ancora concluse, vengano riesaminate alla luce della Delibera n. 27/2026, così da adeguarle retroattivamente alle nuove indicazioni.

Lascia un commento