Domenica 16 novembre Chioggia ha ospitato un’assemblea molto partecipata degli imprenditori balneari della costa veneta, convocata dal Sindacato italiano balneari (Sib) interprovinciale Venezia‑Rovigo per un confronto diretto con le istituzioni sul futuro delle concessioni demaniali marittime e sul quadro normativo che governerà le spiagge nei prossimi anni.
All’incontro hanno preso parte il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il candidato alla presidenza della Regione Veneto Alberto Stefani, insieme ai vertici del Sib e di Confcommercio. A fare gli onori di casa è stato Gianni Boscolo Moretto, presidente del Sib Venezia‑Rovigo, affiancato dal presidente regionale Sib Lorenzo Braida e da Roberta Nesto, sindaco di Cavallino‑Treporti e coordinatrice del G20 Spiagge, a testimonianza di un fronte che unisce imprese balneari e amministrazioni locali.
Nel corso dell’assemblea è stato ricordato come la costa veneta, da Bibione a Porto Tolle, conti oltre mille imprese balneari, un fatturato stimato in 6 miliardi di euro e più di 100mila collaboratori lungo la filiera del turismo. Il litorale veneto supera complessivamente i 35 milioni di presenze turistiche all’anno e include località che da anni ottengono il riconoscimento della Bandiera Blu, tra cui Bibione, Cavallino‑Treporti, Jesolo, Chioggia‑Sottomarina e altre destinazioni ad alta intensità balneare.
Dal confronto è emersa con forza la richiesta di certezza del diritto, indicata come fondamento tanto dell’ordinamento italiano quanto dell’Unione europea, e ritenuta oggi non adeguatamente garantita dalla legge 14 novembre 2024 n. 166 sulle concessioni demaniali marittime. Gli operatori hanno sottolineato che la normativa vigente, nata per dare una risposta politica rapida, rischia invece di alimentare un contenzioso diffuso tra Stato, Comuni, imprese uscenti ed eventuali nuovi aggiudicatari, proprio per la difficoltà di conciliare le proroghe interne con la giurisprudenza europea e nazionale.
Nel dibattito è stato ricordato come la quasi totalità dei Comuni costieri, che sono in prima linea nella gestione delle concessioni, abbia già segnalato le criticità operative e il timore di un “caos gare” nei prossimi anni. Sindaci e amministratori locali chiedono una cornice uniforme su tutto il territorio nazionale, capace di evitare soluzioni creative differenziate da Comune a Comune e di ridurre il rischio di impugnazioni e sospensive davanti ai giudici amministrativi.
Gli imprenditori balneari hanno quindi sollecitato un nuovo intervento normativo del Governo, che riveda gli aspetti più critici della legge 166/2024 e definisca tempi, criteri e garanzie certe per le future procedure selettive. L’obiettivo indicato è duplice: da un lato garantire piena conformità al diritto UE sulle concessioni, dall’altro tutelare il patrimonio imprenditoriale costruito in decenni di investimenti, lavoro familiare e servizi alla collettività lungo tutto il litorale veneto.
Nel corso dell’assemblea è stata definita “indispensabile” una vera concertazione tra Governo, Regioni e rappresentanze di categoria, tenuto conto che allo Stato spetta la disciplina di principio e alle Regioni sono attribuite gran parte delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo. Una riforma condivisa, è stato ribadito, deve nascere da un tavolo stabile che coinvolga Ministeri competenti, Regioni costiere, Comuni e associazioni imprenditoriali, in modo da arrivare a regole applicabili e non a enunciati destinati a essere disapplicati dai giudici.
Tra i punti politici più forti dell’assemblea c’è stata la richiesta che venga finalmente emanato il DPCM attuativo del decreto legislativo 28 maggio 2010 n. 85 sul federalismo demaniale, che prevede il trasferimento del demanio marittimo alle Regioni.
A quindici anni dall’adozione del decreto, gli operatori rilevano come l’assenza di questi decreti del Presidente del Consiglio mantenga in una sorta di limbo competenze e responsabilità, impedendo alle Regioni di programmare in modo pieno e organico l’utilizzo delle aree demaniali costiere.
La presenza congiunta di Salvini e del candidato presidente Stefani ha dato all’assemblea un chiaro significato politico in vista delle elezioni regionali, trasformando la richiesta di “regole chiare e stabilità normativa” in un vero e proprio banco di prova per i futuri amministratori. Gli imprenditori balneari hanno chiesto impegni concreti e verificabili, non semplici dichiarazioni di principio, sulla riscrittura delle regole, sul completamento del federalismo demaniale e sulla tutela dell’economia del mare che, in Veneto, continua a essere uno dei pilastri della crescita e dell’occupazione.
