Presidio balneari a Genova: “Le norme UE consentono di evitare le gare”

I concessionari balneari liguri annunciano un presidio davanti alla Prefettura di Genova il 2 dicembre 2025, per chiedere la tutela dei posti di lavoro e una corretta applicazione del diritto UE sulle concessioni demaniali marittime. Secondo le associazioni promotrici, alcune recenti pronunce della Corte di giustizia consentirebbero di evitare gare generalizzate, se lette e applicate nel modo indicato nel documento consegnato al prefetto.

L’iniziativa è promossa da Fiba Confesercenti e Assobalneari Tigullio, che convocano gli operatori per le 9.30 davanti alla Prefettura di Genova. La delegazione chiederà di essere ricevuta dal prefetto e che la Prefettura si faccia portavoce presso Governo, Regione e Comuni delle richieste della categoria, a tutela delle 800 concessioni presenti nel territorio di Genova e le relative maestranze

Nel documento si richiama anzitutto il ruolo della Corte di giustizia come unico interprete autentico del diritto dell’Unione, sulla base dell’articolo 267 TFUE, ad esprimersi su un quesito pregiudiziale posto da un Giudice nazionale. Il tar Liguria, ha precisato che la Corte di Giustizia europea è l’organo deputato, su quesito pregiudiziale, “all’interpretazione autentica” del diritto eurounitario con “effetti vincolanti” sia nei confronti delle autorità nazionali che delle altre istituzioni dell’Unione (sentenza n. 183/2025).

Un passaggio centrale riguarda l’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE: secondo la ricostruzione delle associazioni, le norme sulla selezione comparativa riguardano solo il rilascio o il rinnovo di nuove autorizzazioni e non le mere proroghe disposte per legge su concessioni rilasciate prima del 28 dicembre 2009. Inoltre, si richiama il considerando 9 della direttiva per sostenere che i Piani di utilizzo degli arenili, intesi come strumenti urbanistici, restano fuori dal campo di applicazione della direttiva stessa e possono quindi disciplinare l’organizzazione delle spiagge senza imporre automaticamente procedure di evidenza pubblica.

Nel documento viene poi sottolineato che la legge regionale ligure e i PUD fissano un tetto massimo del 60% di litorale occupabile, garantendo almeno il 40% di costa libera e quindi, secondo i promotori, l’assenza di una reale scarsità della risorsa ai fini dell’articolo 12. Questa lettura fa leva sulla giurisprudenza europea (in particolare la sentenza “Ginosa”) che condiziona l’obbligo di gara alla verifica puntuale, da parte dell’amministrazione, della limitatezza dello spazio disponibile per nuovi operatori economici.

L’applicazione non corretta della direttiva 2006/123 “Bolkestein” e delle sentenze della Corte di Giustizia europea, sono state causa, per il settore balneare prima del rallentamento e successivamente del blocco totale degli investimenti, necessari per lo sviluppo delle attività del settore.

Questo articolo ha un commento

  1. Roberto topa

    Forza liguri

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