Il nuovo Pudm di Palermo ridisegna la gestione del litorale, con Mondello al centro di una svolta: più spiaggia libera, stop ai “monopoli” di fatto e prime mosse concrete verso l’uscita di scena della storica concessione Italo Belga. Il piano diventa così il tassello urbanistico-amministrativo che accompagna la procedura di decadenza, preparando il terreno ai bandi di gara in chiave Bolkestein entro il 2027.
Pudm Palermo: cosa prevede
Il Dipartimento regionale dell’Ambiente ha completato l’istruttoria sul Piano di utilizzo del demanio marittimo (Pudm) del Comune di Palermo, dando il via libera al passaggio in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Il piano, coordinato dall’assessore alla pianificazione costiera Maurizio Carta con il supporto dell’assessore all’Ambiente Pietro Alongi, colma un vuoto decennale e definisce per la prima volta un assetto organico dei 23 km di costa cittadina.
Nel documento vengono individuate diverse tipologie d’uso (stabilimenti balneari, aree attrezzate, sport, giochi, spettacoli, solarium, zone naturalistiche), con una suddivisione in lotti che evita la continuità di tratti interamente privatizzati. La filosofia dichiarata è quella dell’“accesso democratico”: i lotti in concessione risultano intervallati da ampi segmenti di spiaggia libera, in modo da garantire sempre varchi e fruizione pubblica lungo il litorale.
I numeri delle concessioni
Secondo i dati resi noti dal Comune il Pudm prevede 76 concessioni su oltre 258 mila metri quadrati di demanio marittimo. Per i soli stabilimenti balneari sono individuati 14 lotti, per circa 37 mila metri quadrati, mentre ulteriori superfici sono destinate ad aree attrezzate per la balneazione, sport da spiaggia, aree giochi, spettacoli e solarium.
Un elemento di discontinuità rispetto al passato è il limite anti-monopolio: nessun operatore potrà aggiudicarsi più di due lotti, impedendo di fatto la concentrazione dell’intero fronte mare nelle mani di un unico soggetto. Altro punto qualificante è l’obbligo, per i futuri concessionari, di occuparsi della pulizia e della manutenzione non solo dell’area in concessione ma anche del tratto di spiaggia libera contiguo, ponendo su privati una parte dell’onere di cura degli arenili pubblici.
Mondello: 14 lotti e metà spiaggia libera
L’impatto più evidente delle nuove regole si vedrà a Mondello, dove il piano supera il modello della spiaggia praticamente “chiusa” dietro cabine e recinzioni. La spiaggia sarà suddivisa in 14 lotti: sette destinati a stabilimenti e sette destinati alla libera fruizione, con l’obiettivo di eliminare il “muro” di lettini e strutture che per anni ha limitato la percezione visiva e fisica del mare.
L’assessora regionale al Territorio e Ambiente Giusy Savarino ha sottolineato come questa impostazione arrivi in forte ritardo rispetto alla legge regionale del 2005, ma rappresenti finalmente un riequilibrio tra concessioni e spiagge libere lungo il litorale palermitano. La stessa Savarino ha evidenziato che l’invio del Pudm alla Regione e la conclusione rapida dell’istruttoria consentono adesso al Consiglio comunale di dare un assetto stabile alle coste, dopo anni di proroghe e soluzioni tampone.
Italo Belga: tra Pudm e procedura di decadenza
In parallelo al Pudm, la Regione Siciliana ha avviato il procedimento di decadenza della storica concessione alla Mondello Immobiliare Italo Belga, da oltre un secolo protagonista assoluta della spiaggia di Mondello. L’assessorato regionale al Territorio e Ambiente ha notificato alla società una contestazione formale, concedendo un termine per le controdeduzioni: al centro vi sono gli affidamenti non comunicati alla G.M. Edil, ritenuti riconducibili alla gestione sostanziale della concessione e dunque configurabili come esternalizzazioni senza autorizzazione.
La procedura si innesta su un quadro politico e istituzionale già teso, dopo le denunce e le relazioni della Commissione regionale Antimafia che hanno chiesto la revoca immediata della concessione e stigmatizzato la concentrazione di potere economico su un bene pubblico così strategico. Sulla sponda opposta, la società Italo Belga ha manifestato stupore e si dice pronta a contestare il provvedimento nelle sedi opportune, preannunciando una battaglia legale destinata a incrociarsi con i futuri bandi di gara che il Pudm rende ora tecnicamente possibili.
Nuovo modello di gestione: regole e prospettive
Il combinato tra Pudm e procedura di decadenza segna il passaggio da un sistema di proroghe e posizioni dominanti a un assetto concorrenziale, in linea con la Direttiva Bolkestein e con i tempi fissati a livello nazionale per le nuove gare (orizzonte 2027). Nel nuovo schema, gli operatori economici – attuali e potenziali – potranno competere su basi più paritarie, sapendo che non sarà più possibile detenere l’intera spiaggia e che la qualità dei servizi, compresa la cura di ampie porzioni di spiaggia libera, diventerà elemento qualificante dell’offerta.
Per i cittadini palermitani e per il turismo, la prospettiva è quella di un litorale più accessibile, con metà Mondello garantita come spiaggia libera e servizi distribuiti in modo più equilibrato, in un contesto che dovrà però misurarsi con i tempi della giustizia amministrativa e con le resistenze degli operatori storici. In questo scenario, il Pudm non è solo un atto urbanistico ma il terreno di scontro e di ridefinizione dei rapporti tra interesse pubblico, concorrenza e gestione privata di una delle spiagge simbolo del Mediterraneo.