La vicenda di Spotorno ha acceso un dibattito non solo locale ma nazionale sul tema delle spiagge. Tutto parte dal tema della Direttiva Bolkestein e dal Piano di Utilizzo del Demanio (Pud) comunale. In quest’ultimo il sindaco ha deciso di aumentare al 40% la percentuale di spiagge libere rispetto al totale del litorale, rispetto a una cifra attuale pari a circa il 10% secondo quanto riportano le fonti locali.
La questione ovviamente si presta a numerose valutazioni, ma queste, oltre ad essere già dibattute sulle nostre pagine, nel caso saranno ulteriormente dettagliate nei prossimi articoli (ci riferiamo ad esempio all’illusione ottica di trasformare l’area di uno stabilimento in una spiaggia libera attrezzata con chioschi e affitto di attrezzature balneari, il che equivale nella pratica ad un nuovo stabilimento balneare che viene conteggiato come spiaggia libera: come può questo trovare l’approvazione dei Lorenzo Tosa o di Mare Libero è frutto di una propaganda, o gioco delle tre carte, che è facile smascherare).
C’è un tema, fra tutti, che davvero è di difficile comprensione, e arriva prima del resto.
Come può il sindaco di Spotorno Matteo Fiorini e coloro che sostengono la sua linea, non mostrare alcuna sensibilità nei confronti delle famiglie che, all’improvviso, vengono messe su una strada? Quando gli operai vengono licenziati, c’è una mobilitazione prima di tutto empatica della popolazione, e poi strumenti istituzionali per ridurre l’impatto della disoccupazione (esempio Cassa integrazione, eccetera). In questo caso troviamo torme di festanti, indifferenti al fatto che nel 90% dei casi si vanno a colpire famiglie integrate nel tessuto sociale, economico e culturale delle città litoranee. Le “aste” della Bolkestein – ma di questo parleremo successivamente, caro Fiorini – non sono una riforma del sistema balneare ma la sostituzione di piccole imprese familiari con capitalisti, locali, extraterritoriali e in qualche caso neanche nazionali.

Come può il sindaco restare indifferente all’esclusione di famiglie che hanno agito in forza di indicazioni di legge e regole dello Stato? Ha parlato di tutela dei dipendenti, ma non ha detto una parola sui titolari delle aziende. Signor sindaco, cari Tosa e compagnia, ricordate una cosa: si tratta di imprese nate e che hanno investito perché il Codice della Navigazione riconosceva loro (ex articolo 37), in forza del rispetto delle disposizioni demaniali e urbanistiche, il legittimo affidamento. Chiederete: e quindi il sistema deve essere eterno? No, certo che è rivedibile. Ma una impresa sorta per la sottoscrizione di un contratto con lo Stato avrà sempre modo di rivalersi sullo Stato se questi non rispetta il contratto sottoscritto, come avviene in qualsiasi accordo civilistico. Spotorno e qualunque città italiana può decidere di azzerare tutte le concessioni esistenti e trasformare tutto in spiaggia libera o spiaggia libera attrezzata, affidarlo a un fondo straniero, lasciarlo abbandonato, valutando, per ogni scelta, costi e benefici per le casse pubbliche (e qui, attenzione ai danni erariali…) e per la comunità (qui è una valutazione politica).
Ma non potrà mai farlo annullando l’investimento che non è solo economico, ma è anche di vita, di migliaia di famiglie che si sono fidate dello Stato e da questo sono state tradite. Famiglie che hanno pagato la concessione e la struttura al valore di mercato, secondo ogni logica possono vedersi escluse solo con il pagamento del valore di mercato e del risarcimento danni per il mancato e unilaterale rispetto del contratto sottoscritto tra le parti. Il conto, caro sindaco, sarà salatissimo. I ricorsi saranno decine. Colpiranno il suo Comune, forse lei, forse i funzionari che firmeranno gli atti, a nostro avviso, definibili, in un linguaggio comune, come “espropri”.
Ci sono molte zone d’ombra nel cammino che rischia di intraprendere, ma per sintesi le faremo presenti nei prossimi giorni, nella speranza che la sua valutazione, giovane com’è e risoluto come sembra, diventi più saggia e rispettosa e comprensiva per chi rischia di perdere tutto, e non si faccia blandire dai venditori di fumo, che magari trascorrono vacanze al mare in località esclusive, o dagli haters dei social, che si dilettano nella guerra tra poveri mentre i veri capitalisti si comprano a pezzi l’Italia, con l’aiuto ingenuo di chi, invece, dovrebbe impedire una simile vergogna.
Il fatto grave, della vicenda delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali, è la NON applicazione corretta della direttiva Bolkestein e delle sentenze della Corte UE, sentenze che lette, NON INTERPRETATE, riconoscono i diritti dei concessionari. Negli ultimi mesi, anche il Consiglio di Stato nelle sue sentenze, sta applicando correttamente le sentenze della Corte UE. Questo è il FATTO GRAVE che in questi anni è stato perpetrato nei confronti dei titolari delle concessioni demaniali. Le spiagge sono occupate da concessioni PERCHÉ qualcuno le ha concesse. NON è competenza del concessinario. In merito al CANONE demaniale, nel 2008, con il Ministro Michela Brambilla, le Associazioni dei balneari avevano siglato un documento, nel quale era previsto un aumento del 50% del canone applicato a tutte le concessioni. Perché tale accordo NON È STATO ATTUATO??? PERCHÉ, negli anni a seguire i Governi non sono intervenuti in merito??? NON è competenza dei Governi??? Infatti 3 anni fa il Governo ha aumentato il canone demaniale del 25%. PERCHÉ questo non è stato fatto dai precedenti Governi??? IMMAGINATE, se il datore di lavoro, un giorno Vi comunicasse che in merito ad una recente legge, a fine anno, per il Vostro posto di lavoro dovrà essere fatto un concorso pubblico. Come reagireste??? Penso che prima di tutto, una verifica della legge citata dal datore di lavoro, sia necessaria. E se dalla verifica della legge risulta che NON deve essere fatto il concorso pubblico, che tale scelta è stata fatta per una interpretazione (discrezionale del datore di lavoro), NON CORRETTA della legge??? NON credo che tale IMPOSIZIONE sia accettata passivamente. ECCO, questo è ciò che sta succedendo ai concessionari demaniali marittimi, lacuali e fluviali.
Io dovevo andare in pensione a 55 anni, IMPORTO STIPENDIO ULTIMO ANNO.
Poi a 60 e ora a 67. … scon quale importo?
Lavoro continuativamente da quando ho 18 anni.
Credo di aver risposto.
E con me tutti quelli che sono stati IMBROGLIATI COME ME.
A causa di EVASORI e LADRI.