Imperia approva nuovo pud: spiagge libere al 66%, gare obbligatorie?

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Il PUD di Imperia è stato aggiornato con una delibera del Consiglio comunale del 17 novembre 2025 che ridisegna le concessioni balneari, incrementa formalmente la quota di spiagge libere al 66,5% e introduce vari interventi puntuali su chioschi, scogliere e nuove aree libere, come sintetizzato anche negli atti e nella comunicazione istituzionale del Comune.​​

L’aggiornamento PUD, illustrato dal sindaco Claudio Scajola in Consiglio, riguarda in particolare la riorganizzazione delle concessioni per chioschi e stabilimenti balneari lungo il litorale cittadino, con separazioni, accorpamenti e ridefinizione di alcune spiagge libere e libere attrezzate.​ Rientra nella cornice di applicazione della Bolkestein e viene presentato come misura per completare “tutta la balneabilità” della costa imperiese, anche mediante adeguamento alla normativa regionale sull’uso delle scogliere artificiali.

Interventi puntuali sulle aree demaniali

Per il Piccolo Lido è prevista la separazione tra la concessione della spiaggia e quella del chiosco sulla passeggiata, in modo da scindere i due titoli concessori prima unificati sulla Spianata.
Il Pennello viene trasformato in spiaggia libera attrezzata: da semplice chiosco si passa a una struttura che offre servizi su una spiaggia libera, con l’obiettivo dichiarato di aumentare l’offerta di servizi senza trasformarla in stabilimento balneare tradizionale.

L’area Ex Robinia è destinata a diventare uno stabilimento balneare a pagamento orientato specificamente ai surfisti, con ampliamento significativo della superficie in concessione rispetto alla situazione precedente.​ Questa scelta è contestata da parte dell’opposizione, che sottolinea come la mancata previsione di una spiaggia libera sabbiosa in quella zona comporti un vuoto di offerta di libero accesso al mare per cittadini e turisti.

La spiaggia del Parco Urbano viene formalmente qualificata come spiaggia libera regolare, con circa 360 metri di fronte mare, includendo una porzione dedicata all’accesso degli animali domestici.​ Il sindaco evidenzia che è stato rimosso il precedente divieto di balneazione, dopo i pareri favorevoli di Capitaneria, Demanio e Ministero, mentre esponenti dell’opposizione contestano la qualità del sito, ricordando che l’area è alla foce di un rio e frutto di riempimenti, e quindi non paragonabile alle spiagge sabbiose più centrali.

Rapporto spiagge libere / stabilimenti

Secondo i dati esposti in aula, Imperia avrebbe circa 3.500 metri lineari di spiagge, di cui 2.400 occupati da spiagge libere, con un rapporto complessivo che viene quantificato al 66,5% a favore delle aree libere.​ Maggioranza e sindaco rivendicano questa percentuale come una delle più alte in Liguria, mentre opposizione e parte del centrosinistra contestano che l’aumento derivi soprattutto dal conteggio della spiaggia del Parco Urbano, già libera, e non da una vera compensazione nelle zone più appetibili e centrali.

La concessione Kalima viene accorpata in un’unica pratica, unificando tre titoli precedenti in capo a un unico gestore, con l’obiettivo dichiarato di razionalizzare la gestione.

Il PUD recepisce inoltre la norma regionale che consente l’utilizzo delle scogliere artificiali per attività connesse alla balneazione, ampliando così le opportunità di fruizione (spiagge con sabbia, sassi e scogliere) e di servizi collegati.

Alla luce di questi dati, va evidenziato che il quadro normativo europeo non impone in modo automatico l’indizione di gare laddove non vi sia una situazione di effettiva scarsità della risorsa demaniale marittima. In tal senso, l’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE subordina l’obbligo di gara alla presenza di una risorsa naturale limitata, condizione che – sulla base del rapporto tra tratti liberi e in concessione attestato al 66,5% di spiagge libere – non risulta allo stato configurata nel litorale imperiese. Ne discende che, in questo contesto specifico, l’amministrazione comunale avrebbe potuto legittimamente programmare il riordino delle concessioni senza essere tenuta, per il solo effetto della direttiva, ad una generalizzata e immediata messa a gara di tutte le aree già assentite.”

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