Il paradosso Bolkestein a Spotorno: più concorrenza o meno operatori?

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Spotorno vive uno scontro sempre più duro tra amministrazione e concessionari: al centro ci sono PUD, trasparenza degli atti e continuità dei titoli.

I balneari contestano che l’obiettivo del 40% di spiagge libere venga perseguito “scaricando il costo” su piccole imprese familiari, con un effetto che — paradossalmente — potrebbe ridurre la concorrenza invece di aumentarla.​ “Il rapporto con l’amministrazione si è deteriorato quando è venuta meno la collaborazione tra balneari e Comune”, sostengono i concessionari. “Durante la stesura del PUD, la concertazione con le associazioni di categoria è richiesta: non può essere un percorso a porte chiuse”, aggiungono, richiamando l’impianto regionale che prevede consultazioni prima dell’adozione del progetto di utilizzo del demanio.

“Abbiamo dovuto fare ricorso per ottenere l’accesso agli atti: il ricorso è stato ritirato il giorno prima dell’udienza perché siamo stati chiamati a visionare le bozze”, affermano i concessionari, che riferiscono anche “di un altro ricorso pendente al Consiglio di Stato” dove contestano che l’amministrazione avrebbe escluso la proroga tecnica, preferendo una “licenza supplettiva” che, a loro dire, “azzera l’anzianità” e rende più difficile far valere tutele economiche in caso di perdita della concessione. Agli otto concessionari che non hanno accettato la licenza suppletttiva il comune ha inviato il 24 dicembre, cvome regalo di Natale l’avvio del procedimento di sgombero delle rispettive concessioni. Nel dibattito amministrativo recente sulle concessioni demaniali marittime, la gestione delle proroghe e delle soluzioni transitorie (in attesa di procedure selettive) resta un punto altamente controverso e frequentemente oggetto di contenzioso.​ Anche strumenti come le “licenze supplettive” vengono discussi in chiave problematica, perché possono incidere su struttura e contenuto del titolo e quindi su continuità e aspettative del concessionario.

“È strano: la Bolkestein doveva aumentare la concorrenza, ma se riduci aree concedibili e fai sparire piccole attività familiari ottieni l’opposto”, è l’obiezione che i balneari intendono portare sul tavolo. In parallelo, alcune ricostruzioni giornalistiche collegano la politica locale a più spiagge libere e a meccanismi di prezzi calmierati/sociali, che spostano l’asse dalla competizione tra operatori alla regolazione pubblica.

In provincia di Savona, Spotorno è stata citata come località con una quota di spiagge libere molto bassa, elemento che rende il “riequilibrio” un tema politicamente esplosivo.

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