Gnassi (PD): “Accanimento” del Governo sui balneari, Comuni lasciati soli sui bandi

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Andrea Gnassi (Partito Democratico) torna all’attacco del Governo sul dossier concessioni balneari e parla apertamente di “accanimento” da parte del ministro Matteo Salvini e dell’esecutivo, con “Comuni e turismo balneare abbandonati e lasciati soli sui bandi”. Nel comunicato diffuso il 29 gennaio 2026, il deputato collega la paralisi operativa degli enti locali alla mancata emanazione del decreto attuativo previsto dal DL 131/2024, che – sostiene – avrebbe dovuto dare “direttive normative certe ai Comuni” su come predisporre le gare.

Il punto centrale, nella ricostruzione di Gnassi, è che senza quel decreto “vi è totale caos” e i Comuni sarebbero “nell’impossibilità di indire i bandi senza incorrere in ricorsi e conseguenze pesanti”. Nel testo si citano, tra i nodi che avrebbero richiesto indicazioni chiare, gli indennizzi per i concessionari uscenti e l’aggiornamento dei canoni demaniali, temi che – secondo il parlamentare PD – non possono essere scaricati sui territori senza una cornice uniforme.

Gnassi insiste anche sul fattore tempo: sarebbe passato “un altro anno dall’ultima scadenza ignorata” e al settore balneare – definito nel comunicato “un comparto che rappresenta il 30% del Pil turistico italiano” – sarebbero state riservate “solamente promesse vuote mai mantenute”. Da qui l’accusa politica più pesante: una gestione fatta di rinvii e annunci, mentre gli enti locali vengono sollecitati ad adempiere alle previsioni normative.

Nel comunicato, il deputato sostiene inoltre che, mentre i Comuni sarebbero stati “ripetutamente sollecitati” anche da Corte dei Conti e Autorità garante della concorrenza e del mercato, l’atto attuativo continuerebbe a non arrivare, nonostante le rassicurazioni del ministro. Salvini, afferma Gnassi, “continui a fare solo improbabili annunci”, senza chiudere il cerchio su criteri e strumenti operativi realmente spendibili nei bandi.

Il testo richiama anche la vicenda del primo decreto indennizzi del giugno 2025, indicato come respinto a livello europeo e nazionale, e descrive un quadro istituzionale confuso: “un caos e una commedia che purtroppo non fanno ridere”. Gnassi punta il dito contro la mancanza di una linea chiara e rivendica la necessità di una regia politica effettiva su un tema che riguarda “8000 km di costa e migliaia di imprese balneari”.

La richiesta conclusiva è netta: “fare chiarezza una volta per tutte”, emanare il decreto e convocare un tavolo con enti locali e Regioni per uscire dall’impasse e “rilanciare il turismo balneare”. In controluce resta il problema pratico che i Comuni segnalano da mesi: gestire procedure complesse e potenzialmente contenziose senza un quadro attuativo stabile significa esporsi, e soprattutto esporre l’intero comparto, a un’incertezza che si trascina verso le prossime stagioni.

Questo articolo ha un commento

  1. GiusCZ

    È evidente che a questo soggetto sinistro non interessa la continuità aziendale delle famiglie di balneari che vivono e di questa attività! A questo soggetto interessa solo che si vada a bando in modo inoppugnabile per agevolare chissà quali interessi internazionali e prostrandosi a 90 gradi con l’Europa!

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