Fossacesia: al via i bandi con il 65% di litorale libero, ma la scarsità dov’è?

Il Comune di Fossacesia ha deciso di fare un ultimo anno “ponte” con 14 concessioni demaniali solo stagionali per l’estate 2026, per poi passare da gennaio 2026 a 11 concessioni pluriennali fino a 15 anni, bandite con gara aperta e criteri dichiarati conformi alle norme nazionali ed europee sulla concorrenza.

Il bando stagionale 2026 verrà pubblicato il 2 dicembre dall’Ufficio Demanio e prevede 14 concessioni temporanee, senza diritto di insistenza, con documentazione e planimetrie consultabili sul sito istituzionale del Comune di Fossacesia.​ Le domande dovranno essere presentate secondo le modalità fissate nell’avviso, che richiama espressamente trasparenza e correttezza nelle procedure, in continuità con i bandi degli anni precedenti per le concessioni stagionali.

Il 2025 doveva essere l’ultimo anno di concessioni solo stagionali, con immediato avvio delle nuove concessioni pluriennali previste dal Piano demaniale (Piano spiaggia), approvato definitivamente dal Consiglio comunale ad aprile 2025 dopo un lungo iter tecnico‑amministrativo.​ Un ricorso amministrativo pendente al Tar, che riguarda alcune norme del nuovo regolamento demaniale, ha indotto l’amministrazione a prorogare di un anno il regime basato solo su concessioni stagionali, in attesa della sentenza, ribadendo però la “piena legittimità” del Piano.

A gennaio 2026 è previsto il bando per 11 concessioni demaniali marittime pluriennali, con durata massima fino a 15 anni, aperto alla partecipazione di tutti e impostato – secondo le dichiarazioni del Comune – nel rispetto delle norme nazionali ed europee sulla concorrenza e delle procedure di evidenza pubblica.​ Il nuovo assetto punta a superare definitivamente il sistema di rinnovi stagionali ripetuti, sostituendolo con titoli di medio‑lungo periodo assegnati tramite gara, soluzione che si colloca nel solco delle indicazioni emerse a livello nazionale dopo la giurisprudenza su Bolkestein e proroghe non conformi.

Il Piano spiaggia viene descritto come “strumento strategico” che indirizza lo sviluppo turistico verso qualità, sostenibilità e ordine, incrementando la quota di spiagge libere fino al 65,8% del litorale comunale e rafforzando la tutela del paesaggio costiero e dell’identità marittima locale.​ Tra le novità è prevista una procedura di gara ad hoc per la ricostruzione del trabocco storico sul lungomare nord, qualificato come intervento di valorizzazione del patrimonio culturale marittimo della Costa dei Trabocchi.

Il sindaco Enrico Di Giuseppantonio parla di “svolta storica”, rivendicando maggiore ordine, trasparenza, aumento di spiaggia libera e nuove aree per concessioni pluriennali, e indica il 2026 come ultimo anno con sole concessioni stagionali prima di una fase “più moderna, sostenibile e attrattiva” per il litorale.

Poniamo una domanda politica e giuridica: L’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE subordina l’obbligo di procedura selettiva al fatto che il numero di autorizzazioni disponibili sia limitato “per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili”, lasciando agli Stati (e, in concreto, anche agli enti locali) un margine di valutazione, che però deve poggiare su parametri oggettivi e verificabili.

A Fossacesia il Comune rivendica orgogliosamente che le spiagge libere arrivano al 65,8% del litorale: in un contesto nel quale la parte in concessione è minoritaria, è legittimo domandarsi dove sia, in concreto, la “scarsità” che giustifica l’applicazione generalizzata dell’art. 12 e perché non si proceda, prima, a una puntuale istruttoria sul rapporto tra domanda e offerta di aree concedibili.

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