Le associazioni dei balneari della Versilia lanciano un durissimo affondo contro Governo, Ministeri, Comuni costieri e Agenzia del Demanio. Con un comunicato congiunto, firmato dagli imprenditori di Viareggio, Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi, viene annunciata la decisione di procedere — in assenza di modifiche normative — alla rimozione totale delle strutture balneari al termine delle concessioni.
“Il tempo è finito: avete disatteso ogni impegno”
Gli operatori parlano di “emergenza balneare”, accusando la politica di aver promesso per anni soluzioni mai arrivate: da chi garantiva l’assenza di gare a chi, al contrario, assicurava che le imprese avrebbero comunque ricevuto tutela.
Il comunicato denuncia una stagione di incertezze, promesse mancate e incoerenze legislative:
«Avete fatto digerire le evidenze pubbliche in cambio di posti al sole e fondi del PNRR».
La richiesta del Demanio fa esplodere la tensione
L’innesco della protesta è la recente richiesta dei Comuni costieri, su impulso del Ministero delle Infrastrutture e dell’Agenzia del Demanio, di acquisire la documentazione per l’incameramento dei beni non amovibili.
Per le associazioni si tratta di un vero e proprio “tradimento”, dopo che per decenni lo Stato ha:
- autorizzato la costruzione delle strutture,
- percepito oneri di urbanizzazione,
- riconosciuto il diritto di prelazione nei rinnovi,
- dichiarato le opere come amovibili e di proprietà privata ai sensi dell’art. 49 del Codice della Navigazione.
Ora, invece, lo Stato vorrebbe appropriarsi delle strutture, considerate frutto del lavoro di più generazioni.
La decisione: “Smantelleremo noi stessi tutto ciò che ci è stato chiesto di costruire”
Le associazioni ricordano che le concessioni prevedono espressamente l’obbligo di rimuovere le opere e ripristinare l’area in caso di cessazione del titolo.
E annunciano:
«In mancanza delle modifiche normative annunciate, questo è quello che faremo.
A brevissimo ci attiveremo per adempiere al contratto che ci lega allo Stato, che noi vogliamo onorare fino in fondo».
La frase finale è destinata a segnare un punto di svolta nel confronto tra imprese e istituzioni:
“Sabbia ci è stata data, sabbia restituiremo.”
Una crisi che rischia di esplodere
Il documento è firmato dai rappresentanti delle principali realtà associative versiliesi:
- Tommaso Magnani (Viareggio)
- Marco Daddio (Lido di Camaiore)
- Massimo Francesconi (Marina di Pietrasanta)
- Stefano Giannotti (Forte dei Marmi)
L’appello è ora nelle mani della politica, chiamata — come scrivono i balneari — a decidere se assumersi finalmente la responsabilità di una crisi che potrebbe avere impatti economici enormi per tutta la costa toscana.
Il testo integrale del comunicato
Comunicazione congiunta delle Associazioni Balneari della Versilia in rappresentanza degli imprenditori balneari dei Comuni di Viareggio, Camaiore, Pietrasanta e Forte dei Marmi
Ai politici, nazionali e locali, di ogni schieramento,
Agli Amministratori pubblici, di ogni livello
Ai Sindacati,
questo che rivolgiamo è un estremo appello al Vostro senso di responsabilità, affinché vogliate risolvere una emergenza — quella balneare — che non può più attendere.
Ma è anche un appello alla vostra dignità, di politici, di amministratori, di sindacalisti, per non essere complici del disfacimento di un sistema turistico di cui dovreste andare orgogliosi, ovunque, in Europa e nel Mondo.
Il tempo a vostra disposizione è finito.
Una parte di voi ci ha sempre promesso che le gare non ci sarebbero state.
Un’altra parte, invece, che le gare ci sarebbero state, sì, ma le nostre aziende sarebbero state tutelate.
Insomma, ci avete fatto digerire le evidenze pubbliche in cambio di posti al sole a livello europeo e venduti al peggio offerente in cambio dei fondi del PNRR, utili a ripianare le gestioni scellerate degli amministratori nazionali.
Nonostante questo, però, su un punto siete sempre stati tutti d’accordo: la necessità di difendere il valore delle aziende balneari.
Risuonano ancora nelle nostre orecchie le parole pronunciate di recente alla Fiera di Rimini dal Ministro delle Infrastrutture On. Salvini, sulla necessità di riconoscere un giusto indennizzo ai concessionari uscenti, per non vederli defraudati del frutto del loro lavoro, del lavoro di generazioni di imprenditori balneari.
Ma mentre noi, fiduciosi, attendiamo risposte, la realtà si muove in tutt’altra direzione.
È di giorni la richiesta proveniente dai Comuni costieri, su istanza del Ministero delle Infrastrutture e dell’Agenzia del Demanio, della documentazione propedeutica all’attività di incameramento dei beni non amovibili realizzati sul Demanio.
Quello stesso Stato che, con le sue leggi, ci ha autorizzato a costruire — perché, ricordiamolo, in Versilia tutto è stato fatto nel rispetto della Legge ed alla luce del sole; nel rispetto dei piani urbanistici regionali e locali, e dietro pagamento di migliaia di euro di oneri di urbanizzazione, che spesso hanno salvato il bilanci dei Comuni costieri;
quello stesso Stato che ha rinnovato per decenni le concessioni balneari, riconoscendo al concessionario un diritto di prelazione al momento del rinnovo, così che chi investiva sulla concessione poteva fare affidamento sul fatto di poter continuare a gestire la propria azienda anche in futuro;
quello stesso Stato che ha dichiarato, con suoi atti scritti, che tutte le strutture balneari della Versilia sono facilmente amovibili, ai sensi dell’Art. 49 c.n., e quindi di proprietà privata;
oggi, cambiando per l’ennesima volta “le carte in tavola”, vuole impossessarsi di ciò che non gli spetta, del frutto del lavoro di generazioni di famiglie.
Si sappia che nelle nostre concessioni sta scritto che i beni insistenti sul Demanio della Versilia sono di facile rimozione e che il concessionario, alla cessazione della concessione, è tenuto a rimuoverli ed a restituire l’area nel pristino stato.
Pertanto, in mancanza delle modifiche normative annunciate, questo è quello che faremo.
A brevissimo, ci attiveremo per adempiere quanto prescritto nel contratto che ci lega con lo Stato e che noi, a differenza dello Stato, vogliamo onorare fino in fondo.
Sabbia ci è stata data, sabbia restituiremo.
Forte dei Marmi, 4 dicembre 2025.
Associazione Balneari Viareggio
Tommaso Magnani
Associazione Balneari Lido di Camaiore
Marco Daddio
Consorzio Marina di Pietrasanta
Massimo Francesconi
Unione Proprietari Forte dei Marmi
Stefano Giannotti

lo stato con la legge 88 del 16.03.2001 all’art.10 garantiva il rinnovo sine die della concessione ad ogni scadenza sessennale,per cui dato che il contratto NON lo rispetta lo stato,la ragione è dalla MIA PARTE per cui NON accetto mance statali:esigo che la concessione rimanga mia come previsto dalla legge ilo tempore.la concorrenza si iastaura con le compravendite NON CON GLI ESPROPRI FARLOCCHI..!!
Giusto e anche in altre regioni di deve fare la stessa battaglia per i diritti traditi dei lavoratori balneari.
Speriamo di rivedere solo sabbia