Firullo rivendica il modello Sicilia, nostre concessioni valide fino al 2033

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Antonio Firullo, presidente dell’Associazione Turistica Balneare Siciliana, interviene nuovamente sul tema della validità delle concessioni alla luce della sentenza della Cassazione n. 3657 del 29 gennaio scorso, evidenziando alcuni aspetti fondamentali che, a suo avviso, dimostrano come i concessionari balneari della Sicilia rispettino pienamente la Direttiva Bolkestein.

“È essenziale chiarire”, afferma Firullo, “che tale sentenza riguardava il caso specifico di un concessionario balneare titolare di uno stabilimento balneare a Teramo, non in Sicilia”. E, entrando nel merito del quadro europeo, “la Direttiva europea”, continua Firullo, “non obbliga alcun bando di gara delle concessioni demaniali marittime ma soltanto una evidenza pubblica delle richieste di concessioni, né una data di scadenza delle stesse”.

Nel ricostruire il contesto nazionale, Firullo ribadisce che “il Consiglio di Stato ha annullato la Legge n.145/2019 del Governo M5S – Lega che aveva esteso tacitamente al 2033 tutte le concessioni demaniali marittime”. Ma, sottolinea, in Sicilia il percorso sarebbe stato diverso: “Invece, in Sicilia, il Governo Regionale Musumeci ha proposto una nuova Legge regionale che ha modificato del tutto e annullato quella del Governo a Roma”.

“Si tratta della Legge Regionale n. 32 del 16.12.2020”, prosegue Firullo, “che con l’art. 1, comma 1, approvata in Assemblea, differentemente dai nostri colleghi concessionari nel resto d’Italia, non ha consentito il ‘tacito’ rinnovo delle concessioni già rilasciate sul Demanio Marittimo della Sicilia”. E aggiunge: “Una legge che ha obbligato noi, concessionari della Sicilia, a formalizzare una nuova istanza di estensione al 2033 per il tramite del portale pubblico della Regione al fine di ottenere un nuovo atto concessorio dopo l’espletamento di un nuovo iter istruttorio”.

Secondo Firullo, “un nuovo iter istruttorio” che sarebbe stato “riconosciuto anche dai giudici del Consiglio di Stato”, i quali avrebbero confermato che “il tacito rinnovo delle concessioni non è valido ma necessita un nuovo iter istruttorio”.

Entrando negli aspetti operativi, “infatti”, afferma Firullo, “gli uffici del Dipartimento Territorio e Ambiente della Sicilia, dopo la valutazione della richiesta di estensione al 2033, presentata dai concessionari nel portale regionale che è pubblico a tutti, hanno chiesto ed ottenuto l’integrazione di varia documentazione al fine di avviare il nuovo iter istruttorio/amministrativo per rilasciare il nuovo titolo concessorio valido fino al 2033”. E insiste: si tratterebbe di “un nuovo procedimento per una proroga al 2033 non tacito e convalidato da un iter istruttorio a dir poco ‘laborioso’, difficile e rigidissimo, previo l’ottenimento precedente di autorizzazioni e/o pareri rilasciati da diversi Enti preposti al Demanio Marittimo”.

Nel confronto con il resto d’Italia, Firullo rimarca che “un iter istruttorio” di questo tipo sarebbe “inesistente nel resto d’Italia”, dove “i nostri colleghi ottengono una concessione demaniale marittima esclusivamente dal Comune di pertinenza e prorogata al 2033 senza alcuna ulteriore formalità”.

“Alla luce di quanto sopra”, conclude Firullo, “siamo felici di apprendere che anche i Giudici della Corte di Cassazione, con Sentenza n. 3657 del 29 Gennaio 2026, hanno riconosciuto la validità del procedimento”.to imposto dalla Regione Sicilia per la validità della proroga delle concessioni al 2033, ottenuta senza un tacito rinnovo.

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