A seguito dei gravi danni subiti dalle recenti avversità, gli stabilimenti balneari siciliani rischiano di non aprire per la stagione estiva 2026, con ripercussioni devastanti sull’economia costiera e sul turismo regionale. Per garantire la ripartenza immediata, si richiede l’adozione urgente delle seguenti misure:
1) Fondi immediati, mettere a disposizione risorse analoghe a quelle per la pubblica amministrazione, accessibili agli stabilimenti balneari per ottenere ristori certificati da una perizia giurata redatta da un tecnico abilitato che quantificherà gli importi necessari e fornirà una fotografia dettagliata dello stato attuale. Successivamente, con tempi rapidi per verifiche, controlli e rendicontazione, si potranno erogare ulteriori fondi per i costi effettivamente ammissibili.
2) Moratoria pagamenti bancari: sospendere per almeno 12 mesi i pagamenti di mutui, rate e finanziamenti IRFIS (con eventuale pagamento solo della quota interessi, come durante il COVID), per preservare la liquidità delle imprese.
3) Proroga concessioni demaniali: nelle more dell’eventuale applicazione della Direttiva Europea Bolkestein anche in Sicilia, prorogare al 31 dicembre 2033 la validità delle concessioni demaniali marittime in Sicilia.
4) Riforma del Demanio Marittimo: avviare una riforma con regole chiare, semplificazione e snellimento dei procedimenti autorizzativi per favorire investimenti e legalità.
5) Finanziamenti agevolati IRFIS: concedere prestiti fino a 500.000 euro a tasso zero, con rimborso in oltre 10 anni e una quota a fondo perduto, oltre a ristori, per chi deve reinvestire nella riattivazione delle attività.
6) Applicazione dell’art. 42, comma 6, L.R. 3/2016: estenderla alle strutture balneari in muratura che ricadono sul demanio marittimo, consentendo la ricostruzione delle parti danneggiate (o dell’intera struttura) con una semplice comunicazione all’Assessorato Territorio e Ambiente.
Tra le strutture danneggiate, molte sono aperte tutto l’anno e quindi erano in attività nel periodo dell’uragano subendo ulteriori perdite un motivo in più per approvare queste misure, rapide e mirate che sono essenziali per salvare un settore vitale per la Sicilia. Si invita Istituzioni regionali e nazionali a intervenire con urgenza.