Finanziaria 2026: Scontro sui fondi per le spiagge in Sicilia

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L’approvazione della Finanziaria regionale 2026 ha aperto un nuovo capitolo per la gestione del litorale siciliano, stanziando risorse inedite per le spiagge libere ma innescando al contempo una polemica con le associazioni di categoria dei balneari. Al centro della discussione vi è un pacchetto di investimenti definito “mai visto prima” dall’assessore al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, destinato a cambiare il volto delle coste pubbliche dell’isola.

Il cuore della manovra è l’istituzione, per la prima volta nella storia della Regione Siciliana, di un fondo specifico di 5 milioni di euro dedicato esclusivamente alle spiagge libere. L’obiettivo dichiarato è rendere questi tratti di costa non solo accessibili, ma dotati di servizi, sostenibili e competitivi, in linea con gli standard richiesti per l’ottenimento di riconoscimenti internazionali come le Bandiere Blu e Verdi.

A queste risorse si aggiungono altri fondi destinati agli enti locali per la gestione ordinaria e straordinaria del litorale:

  • 3 milioni di euro per la pulizia degli arenili;
  • 1 milione di euro per l’implementazione dei servizi;
  • 800.000 euro specifici per il servizio di salvataggio e bagnini;
  • 2 milioni di euro dedicati ai piccoli comuni costieri (sotto i 5.000 abitanti) per garantire l’accesso al mare alle persone con disabilità.

Inoltre, sono previsti contributi premiali per i comuni virtuosi: 400.000 euro per le “Bandiere Blu”, 200.000 per le “Bandiere Verdi” (spiagge a misura di bambino), 100.000 per le “Bandiere Lilla” (accessibilità) e 300.000 per i comuni “Plastic Free”.

Nonostante l’entità degli stanziamenti, la misura ha sollevato le critiche dell’Associazione balneari siciliani, che ha espresso malcontento per la destinazione delle risorse, percepite come sbilanciate a favore delle aree pubbliche a discapito dei concessionari privati, i quali affrontano oneri di gestione crescenti oltre ad aver reso fruibili tratti di spiaggia in passato abbandonati.

L’assessore Savarino ha risposto duramente alle lamentele, definendosi “basita” di fronte alle critiche in un momento di investimenti storici per la bellezza delle coste. In una nota ufficiale di risposta, Savarino ha chiarito due punti fondamentali:

  1. Autonomia dei Comuni: Saranno le amministrazioni locali a decidere autonomamente su quali tratti intervenire. Non è escluso a priori che i benefici possano ricadere anche su litorali parzialmente affidati in gestione, qualora rientrino nei progetti comunali di riqualificazione.
  2. Oneri dei concessionari: L’assessore ha ribadito che i gestori privati (balneari) rimangono contrattualmente obbligati a fornire servizi specifici a loro carico, come previsto dai contratti di concessione con la Regione, e non possono aspettarsi che fondi pubblici coprano oneri di loro competenza.

L’iniziativa, sostenuta anche dal presidente della I Commissione ARS Ignazio Abbate, mira a trasformare la “libera fruizione” da semplice diritto formale a esperienza di qualità. “L’obiettivo del governo è rendere le spiagge sempre più accessibili a tutti, con più servizi e aree dedicate allo sport e ai bimbi”, ha concluso Savarino, sottolineando come la valorizzazione del bene pubblico sia fondamentale per l’offerta turistica complessiva dell’isola.

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