Blue Beach a caccia di spiagge
La Liguria si conferma il laboratorio in cui si sta ridisegnando il mercato delle concessioni demaniali marittime, anticipando dinamiche che presto investiranno l’intero Paese. La novità non è soltanto la procedura a evidenza pubblica, ma il cambio di scala degli operatori: accanto alle imprese balneari familiari entrano soggetti che ragionano per portafogli di concessioni, strategie multi‑territoriali e capacità di investimento tipiche dei servizi integrati.
In questo scenario si colloca Blue Lion Group, che attraverso la controllata Blue Lion Food srl è indicato come quinto gruppo a capitale italiano nella ristorazione organizzata, nel vending e nei servizi di facility, logistica ed energy, con oltre 1.500 addetti. I bilanci parlano di ricavi operativi nell’ordine di 87,9 milioni di euro nel 2022 (ricavi complessivi circa 89,1 milioni) e di oltre 83,8 milioni nel 2023, con margini operativi superiori ai 6 milioni di euro: numeri che descrivono una struttura industriale e finanziaria difficilmente comparabile con quella della tipica impresa balneare familiare. Nelle cronache toscane dedicate all’affidamento delle spiagge comunali, la società viene definita “multinazionale” con sede a Milano, a conferma di una proiezione sovralocale che le consente di presidiare simultaneamente più bandi su territori diversi.
Se questa capacità organizzativa e finanziaria si trasferisce nel settore balneare, l’esito è già scritto: possibilità di partecipare a molte gare contemporaneamente, programmare investimenti su più litorali, distribuire il rischio d’impresa su un portafoglio di stabilimenti. Non serve alcuna fusione formale per creare un monopolio di fatto: basta una sequenza di aggiudicazioni territorialmente coerenti, che concentri progressivamente l’offerta in capo a pochi operatori. Le conseguenze possibili sono note: riduzione della pluralità imprenditoriale, omogeneizzazione dei servizi, maggiore potere contrattuale di chi controlla una fetta rilevante degli arenili, espulsione graduale delle imprese familiari, tutto nel nome della “libera concorrenza”.

Dentro questo quadro generale si colloca la fase che la Liguria sta vivendo. A Borghetto Santo Spirito, per le 20 concessioni poste a bando con durata quinquennale, sono arrivate complessivamente 27 domande. Non si tratta più di un semplice passaggio amministrativo: è l’ingresso in un mercato dove alcuni soggetti possono permettersi di partecipare a dieci, quindici, venti gare sul territorio nazionale, mentre altri – le famiglie che gestiscono uno stabilimento da generazioni – riescono a sostenere, nella migliore delle ipotesi, il costo di una sola gara nel proprio Comune. Formalmente è concorrenza; nella sostanza è concorrenza non simmetrica.
Da una parte ci sono società strutturate, capitali importanti, organizzazioni centralizzate, strategie multi‑territoriali. Dall’altra imprese familiari, radicamento storico, un solo stabilimento, risorse limitate. Il paradosso è evidente: il radicamento territoriale, che per anni ha rappresentato un valore riconosciuto anche dalle amministrazioni, oggi rischia di trasformarsi in uno svantaggio competitivo. La preoccupazione dei balneari locali, a Borghetto come altrove, non riguarda soltanto l’esito delle singole assegnazioni, ma la natura stessa della competizione che si sta costruendo.
In Liguria a Lavagna: secondo i risultati pubblicati dal Comune, i Bagni Marini sono stati aggiudicati al costituendo R.T.I. HSG S.r.l. – G Beach S.r.l.. A Imperia, l’aggiudicazione definitiva dei “Bagni Sogni d’Estate”, dopo la pronuncia del Tar e la revisione dei punteggi, è stata assegnata a un R.T.I. (RB Lido S.r.l.s. – HSG S.r.l. – G.Beach S.r.l.). Tutte queste società fanno a capo a Blue Lion Group, (come da visure e determine di assegnazione) Proprio in Liguria, tuttavia, una clausola regionale impone che ogni operatore possa ottenere una sola concessione per Comune, e questo ha impedito a soggetti strutturati di fare “incetta” di stabilimenti all’interno dello stesso territorio.
La traiettoria, però, è già extra‑regionale. In Toscana, a Viareggio, è stata formalizzata la gestione di due spiagge comunali attrezzate e, per il tratto di Levante, è subentrata la Rti Blue Lion/G.Beach srl. Sempre in Versilia, a Forte dei Marmi, è riportata l’assegnazione del bagno comunale ex “Alle Boe” al costituendo Rti Blue Lion–G.Beach srl. In molte altre regioni una limitazione analoga non è prevista, e gli stessi operatori potranno quindi accumulare concessioni contigue, trasformando la somma di singoli bandi in un vero e proprio dominio territoriale.
Così, la stagione delle gare “Bolkestein”, nata ufficialmente per aumentare la concorrenza e aprire il mercato, rischia di produrre il risultato esattamente opposto: meno pluralità, più concentrazione, e un sistema balneare sempre più lontano dalla sua tradizione diffusa di piccole imprese familiari.