Lunedì 29 i concessionari demaniali marittimi della Liguria incontreranno la Regione e i Comuni della provincia di Genova per chiedere una cosa semplice ma finora disattesa: l’applicazione corretta del diritto europeo e della giurisprudenza vigente sulle concessioni demaniali.
All’incontro parteciperanno i concessionari insieme alle associazioni di categoria, tra cui FIBA Confesercenti e Assobalneari (con le articolazioni territoriali liguri), che da tempo denunciano l’uso distorto della direttiva Bolkestein e l’automatismo delle gare imposto senza base giuridica.
Il nodo è eminentemente giuridico. Le concessioni demaniali marittime non sono appalti né concessioni di servizi, ma concessioni di beni pubblici. Un principio ribadito con chiarezza dal Consiglio di Stato, che nella sentenza 24 ottobre 2025, n. 8266, ha precisato che tali concessioni costituiscono contratti attivi di godimento di beni demaniali e, proprio per questo, non rientrano nella direttiva 2014/23/UE né nel Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 50/2016), applicabile esclusivamente alle concessioni di lavori e servizi.
Nonostante ciò, molte amministrazioni continuano a trattare gli stabilimenti balneari come se fossero appalti pubblici, invocando obblighi di gara automatici che non trovano fondamento né nel diritto UE né nella giurisprudenza nazionale. Anche la direttiva Bolkestein, lo ha chiarito più volte la Corte di Giustizia, non può applicarsi in modo meccanico, ma solo a condizione che sia stata accertata in concreto la scarsità della risorsa naturale, cosa che in Italia non è mai avvenuta con istruttorie serie e motivate.
Le associazioni presenti all’incontro sottolineano che le sentenze della Corte di Giustizia UE pronunciate su rinvio pregiudiziale sono diritto vigente, vincolante per giudici e amministrazioni. Ignorarle non è una scelta politica, ma una violazione della legalità europea, che espone Comuni e Regioni a contenziosi e responsabilità.
Per questo l’incontro del 29 non nasce come una protesta, ma come una richiesta formale di rispetto della legge. I concessionari e le associazioni non chiedono privilegi né proroghe arbitrarie, ma pretendono che le istituzioni smettano di applicare norme che non c’entrano nulla con le concessioni demaniali marittime.
È una battaglia che non riguarda solo una categoria, ma il principio stesso di certezza del diritto. E su questo terreno, avvertono i balneari liguri, non sono più disposti a fare passi indietro.

Le lobby nazionali e internazionali compresi alcuni personaggi del parlamento italiano , stanno condizionando lgli impegni del governo Meloni, la quale non avendo la forza giusta a o peggio la complicità di questo scippo, si è appiattita su queste posizioni.
Peccato, questo cambio di rotta produrrà un decadimento morale della attuale società.
Più precisamente direi: “rispettate” gli impegni presi attraverso le leggi dello Stato, fino a quando sono rimaste in vigore (28/12/2009), così come hanno fatto negli altri Stati europei, altrimenti è una evidente TRUFFA.