A Comacchio il tema delle concessioni balneari torna al centro dello scontro politico. Walter Cavalieri Foschini denuncia che “sul futuro del turismo balneare il Governo è fermo” e che, nel territorio lagunare, “Fratelli d’Italia e Lega tacciono”, ricordando come il comparto rappresenti “la spina dorsale dell’economia locale”.
Foschini sottolinea che non si tratta di “multinazionali”, ma di un tessuto fatto di “imprese familiari”, e avverte che “gli annunci non bastano più, servono decisioni concrete”, perché l’incertezza normativa rischia di paralizzare il settore. Attacca inoltre il livello locale parlando di un “silenzio politico che pesa come un macigno” e sostiene che, in assenza di una guida nazionale chiara, “il caos si scarica sui Comuni”, con il pericolo che “anticipare decisioni senza un quadro definito significhi bloccare gli investimenti e aprire la strada a una pioggia di ricorsi”.

Alle critiche replica il senatore Alberto Balboni (Fratelli d’Italia). Nella sua risposta respinge l’idea che “Palazzo Chigi si sia messo di traverso” rispetto a un emendamento sul tema e chiarisce che, dagli atti parlamentari, esso risulta invece “dichiarato inammissibile o improponibile per estraneità della materia”, precisando che la decisione compete alle presidenze competenti e non al Governo.
Balboni rivendica che Fratelli d’Italia sarebbe “da sempre dalla parte dei nostri imprenditori balneari”, ma sottolinea che una soluzione “che stia in piedi davvero” deve necessariamente fare i conti con “le resistenze dell’Unione europea”. In questa prospettiva difende la scelta della mappatura delle coste, definendola “la strada giusta”, perché dimostrerebbe che “non esiste una reale scarsità della risorsa” e che, di conseguenza, “verrebbe meno il presupposto stesso per applicare la direttiva Bolkestein all’Italia”.
Resta tuttavia, secondo il senatore, l’obiezione di Bruxelles su una mappatura anche “qualitativa”, una richiesta che Balboni definisce “assurda”. Da qui l’avvertimento finale: “Varare una norma nazionale senza un accordo con l’UE significherebbe semplicemente tornare al punto di partenza”, prolungando l’incertezza che oggi grava sull’intero comparto balneare.
Il nodo della mappatura delle coste evocato da Balboni chiarisce perché l’accordo con l’UE sia decisivo, ma l’allarme di Foschini sull’incertezza che blocca investimenti locali non sembra campato in aria. Senza tempi certi il rischio ricorsi resta concreto.
E ora di rispettare la legge… Basta abusi di terreni e potere non aquisiti. ASTE subito
Lo stesso odio incontrollato che hai per piccole famiglie di balneari, sara’ ancor maggior per quelli che subentreranno, che ti faranno pagare di piu’, e che altro non sono che grandi investitori, speculatori di denaro, grandi aziende estere.
Io nn la trovo proprio giusto allora si aumntino i canoni e poi altro ke pnrr ma lo sapete banda di stupi ke il pnrr sono debiti ke poi dovremo pagare noi al europa,invece aumentando i canoni logicamente i concessionari ke accettano bene e quelli le loro concessioni vengono messe a bando ma no tutti.