In occasione del Festival di Sanremo, un gruppo di imprenditori balneari provenienti da diverse regioni d’Italia si è INCATENATO in prossimità dell’ ingresso del Teatro Ariston a Sanremo per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica, dei media e delle istituzioni sulla scorretta applicazione della Direttiva Bolkestein al settore delle concessioni balneari.
Sull’iniziativa interviene Fabrizio Licordari, Presidente di Assobalneari Italia – Federturismo Confindustria:
«Questa è un’iniziativa spontanea di imprenditori, padri di famiglia, lavoratori che arrivano da tutta Italia per riportare l’attenzione su una questione che è stata colpevolmente rimossa dal dibattito pubblico: la distorta applicazione della Direttiva Bolkestein alle concessioni balneari.» «Le concessioni balneari riguardano beni pubblici e non servizi. Si tratta di concessioni di demanio, non di concessioni di servizi. E questo non è un dettaglio giuridico, ma un elemento centrale. Lo stesso Frits Bolkestein, autore della direttiva, ha affermato pubblicamente in Parlamento italiano, davanti a tutte le forze politiche, che la sua direttiva non riguarda questo settore, perché si applica esclusivamente alle concessioni di servizi e non ai beni.»
«Ma anche volendo accettare l’impostazione europea, la Direttiva Servizi è chiarissima: l’Articolo 11 stabilisce che le concessioni non hanno durata limitata e che l’obbligo di gara esiste solo in presenza di scarsità della risorsa.»
«Il Governo guidato da Giorgia Meloni ha istituito per legge un tavolo tecnico interministeriale, con la partecipazione di nove ministeri, proprio per verificare questo presupposto. Il risultato è stato inequivocabile: solo il 34% delle coste marine risulta occupato da concessioni, mentre il 66% è libero e disponibile per nuovi bandi. Quindi la scarsità della risorsa semplicemente non esiste.»
«Eppure, nonostante questi dati ufficiali, la pressione della Commissione del Mercato Interno e dei funzionari che gestiscono il confronto con il Governo italiano è arrivata fino a imporre l’abrogazione della legge che istituiva il tavolo tecnico per la mappatura, proprio perché i risultati hanno spiazzato chi non si aspettava numeri così chiari. Questo è un fatto gravissimo e politicamente inaccettabile.»
«Oggi nel mirino ci sono gli stabilimenti balneari, domani toccherà ai commercianti ambulanti, poi ai taxi, come già accaduto alla piccola distribuzione travolta dai grandi gruppi. È sempre lo stesso schema: il pesce grosso che mangia il piccolo.»
«Le persone oggi a Sanremo non sono qui per protesta ideologica, ma per difendere il diritto al lavoro, la dignità imprenditoriale, la continuità aziendale e ciò che hanno costruito in anni di sacrifici, investimenti e contributi concreti allo sviluppo del turismo costiero nazionale.»
«Questa iniziativa nasce dall’esasperazione di fronte a una situazione vergognosa, dove vediamo un intreccio sempre più evidente tra interessi economici, apparati burocratici, giudici e politica. Quando si spengono i riflettori mediatici, i problemi reali restano e a pagarne il prezzo sono sempre le stesse famiglie.»
«Questi imprenditori avrebbero voluto vivere il Festival comodamente davanti ai loro televisori, con le loro famiglie. Invece sono qui perché sentono che il loro futuro, il loro lavoro e la loro dignità sono sotto attacco.»
«Difendere le concessioni balneari significa difendere il turismo costiero, l’occupazione, le famiglie, le comunità locali e un modello economico fatto di piccole e medie imprese che hanno reso grande l’Italia.»