Concessioni balneari, il SIB scrive a Salvini: “Bando tipo per evitare il caos delle gare”

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La questione delle concessioni demaniali marittime torna con forza al centro del dibattito politico e istituzionale. Con una lettera formale, di cui abbiamo potuto prendere visione, inviata oggi al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il Sindacato Italiano Balneari (SIB) lancia un allarme chiaro: senza un intervento normativo immediato, il settore rischia di scivolare in una gestione disordinata e profondamente iniqua.

Il SIB parla di una “profonda preoccupazione” che attraversa migliaia di imprese balneari italiane, ancora immerse in un clima di incertezza sulla durata delle concessioni. Un’incertezza che, secondo l’organizzazione, non è più sostenibile né sotto il profilo economico né sotto quello giuridico.

Nella lettera si sottolinea come il rischio non sia teorico, ma già concreto: in assenza di regole uniformi, Comuni e Autorità di Sistema Portuale stanno procedendo in ordine sparso, pubblicando bandi di gara profondamente diversi tra loro, talvolta persino tra enti confinanti. Una situazione che produce evidenti distorsioni della concorrenza e una grave disparità di trattamento tra operatori.

Secondo il SIB, questa frammentazione amministrativa rischia di minare alla base un settore che rappresenta non solo un pilastro dell’economia turistica nazionale, ma anche un elemento identitario del Paese. La balneazione attrezzata italiana, si legge, è “perfettamente efficiente e di successo”, ma potrebbe essere danneggiata o addirittura distrutta da una gestione caotica delle funzioni pubbliche.

Per questo motivo, il sindacato chiede con forza un intervento normativo non più procrastinabile. In particolare, viene sollecitato l’avvio di un percorso amministrativo che conduca all’adozione di un bando tipo nazionale, capace di garantire uniformità e di tenere conto dei “motivi imperativi di interesse generale”, espressamente richiamati dall’articolo 12, comma 3, della direttiva 2006/123/CE.

Ma la richiesta va oltre l’emergenza immediata. Il SIB indica la necessità di una riforma organica dell’intera disciplina del demanio marittimo, non limitata al tema degli indennizzi (art. 49 del Codice della navigazione), ma estesa a tutto il Titolo II, Capo I del Codice e al relativo regolamento di esecuzione. Una revisione complessiva che, secondo l’organizzazione, rappresenterebbe l’unico modo per restituire certezza giuridica e stabilità al settore.

Il richiamo finale al ministro Salvini è esplicito e politico: il sindacato ricorda il suo storico sostegno alle ragioni delle imprese balneari e lo invita ora a tradurre quell’impegno in scelte normative concrete. Il tempo delle attese, avverte il SIB, è ormai scaduto

Questo articolo ha un commento

  1. Nicolas

    Caro Antonio il problema è uno con che diritto si espropriano delle aziende sane che fanno profitto e si vogliono sostituire..? Per fare piacere a gruppi amici degli amici multinazionali..e varie mafie… c’erano delle regole ben precise che tutelavano il balneare altre nazioni le hanno applicate da noi no perché?

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