Il governo italiano chiederà all’Unione europea una sospensione della direttiva Bolkestein per le concessioni balneari della Sicilia colpite dal ciclone Harry. Ad annunciarlo è stato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, intervenendo a Palermo nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Orléans, alla presenza del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.
Una presa di posizione che arriva dopo i gravi danni provocati dal maltempo lungo le coste dell’Isola e che apre, almeno sul piano politico, a una possibile deroga mirata alle regole europee sulla concorrenza per le attività balneari duramente colpite dagli eventi climatici estremi. Sull’annuncio del ministro è intervenuta l’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente Giusi Savarino, che ha espresso apprezzamento per l’impegno assunto dal governo nazionale. «Ringrazio il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani per aver annunciato qui a Palermo la volontà del governo nazionale di chiedere all’Unione europea una sospensione della direttiva Bolkestein per le attività balneari della Sicilia investite dal ciclone Harry», ha dichiarato.

Secondo Savarino, si tratta di un segnale politico rilevante, perché dimostra attenzione concreta alle difficoltà che stanno attraversando molte imprese balneari siciliane. «Ho molto apprezzato questo impegno non solo perché raccoglie le nostre motivate istanze, ma perché è il segno di una profonda comprensione delle difficoltà che molti imprenditori dell’Isola stanno vivendo», ha aggiunto. L’assessore ha poi sottolineato come i concessionari abbiano oggi bisogno di certezze e tempi più lunghi per poter ripartire dopo i danni subiti. «Hanno bisogno di un orizzonte temporale più ampio per ripartire e investire», ha spiegato, auspicando che anche le istituzioni europee dimostrino «la giusta sensibilità» di fronte a una situazione straordinaria legata a eventi calamitosi.
La richiesta di sospensione della Bolkestein per la Sicilia colpita dal ciclone Harry si inserisce così nel più ampio e complesso dibattito nazionale ed europeo sulle concessioni demaniali marittime, aprendo un nuovo fronte legato alla tutela delle imprese locali e alla gestione delle emergenze climatiche. Una partita che ora passa a Bruxelles, dove il governo italiano chiederà di valutare una deroga motivata da circostanze eccezionali.