Balneari, Sib: Impossibile la ricostruzione senza certezza sul futuro aziendale

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E’ importante l’intervento economico, ma necessario anche quello normativo. Per un ordinato esercizio delle funzioni amministrative le gare siano precedute dalla pianificazione della costa di competenza regionale. E’ tempo di applicare il federalismo demaniale anche per evitare l’ingiustizia di avere stessi danni e provvidenze pubbliche diverse.

“Siamo stati ricevuti dall’Assessore regionale al Turismo, Franco Cuccureddu, e al Demanio ed Enti Locali, Francesco Spanedda – ha dichiarato Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE/Confcommercio insieme a Claudia Comida, presidente SIB Sardegna. Nel corso dell’incontro abbiamo posto all’attenzione delle Autorità regionali la necessità che le provvidenze economiche siano accompagnate anche da indispensabili interventi normativi che garantiscano la continuità aziendale.

Sono, infatti, impensabili investimenti senza certezza sul futuro dell’attività, anche in questa occasione, pertanto, si manifesta la necessità e l’urgenza di risolvere la questione Bolkestein.

Un ordinato esercizio delle funzioni amministrative impone che l’assegnazione delle porzioni di demanio avvenga previa pianificazione delle aree.

L’inversione dell’attività amministrativa (prima le gare e poi la pianificazione), è illogico e fonte di precarietà e incertezza: ostacolo per le imprese e per lo sviluppo economico.

Su questo le Regioni farebbero bene – nei confronti dello Stato nazionale – a rivendicare le proprie competenze costituzionali per il governo del territorio. A questo proposito abbiamo sottolineato, infine, la necessità di attuare il federalismo demaniale già previsto da una legge di 15 anni fa e, incomprensibilmente, non ancora applicata (art. 3 e 5 del dlgs nr. 85/2010).

L’unica Regione titolare del demanio marittimo è la Sicilia per via della legge costituzionale istitutiva dell’autonomia della stessa. Per tutte le altre, sia a statuto ordinario che speciale come la Sardegna, il demanio marittimo è dello Stato, mentre alle Regioni sono state trasferite solo le funzioni amministrative. Allo Stato, quindi, vanno le risorse dei canoni, mentre le ‘rogne’ dei contenziosi sono a carico delle Regioni e dei Comuni. Con la conseguenza che mentre la Regione Sicilia ha già provveduto a sospendere la riscossione dei canoni demaniali, questo non può farlo né la Sardegna e neanche la Calabria”.

Un unico evento con stessi danni sta producendo interventi economici diversi con disparità di trattamento fra danneggiati ed effetti distorsivi della concorrenza.

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