Negli ultimi giorni, il dibattito sulle imprese balneari italiane si è intensificato, con particolare attenzione alle difficoltà economiche, alla gestione delle spiagge libere e alle polemiche sui costi dei servizi. I rappresentanti del Sindacato Italiano Balneari (Sib-Confcommercio), Riccardo Scarselli e Salvatore Trinchillo, hanno rilasciato dichiarazioni che mettono in luce le sfide e le richieste del settore, in un contesto di crisi dei consumi e incertezze normative.
Riccardo Scarselli: “Basta penalizzazioni, servono tutele concrete”
Riccardo Scarselli, presidente onorario del Sib-Confcommercio, ha espresso con forza la necessità di un cambio di rotta nelle politiche che riguardano gli stabilimenti balneari. In risposta alle recenti critiche sui prezzi elevati e sulla gestione delle spiagge, Scarselli ha sottolineato il valore storico e strategico del settore: “Le imprese balneari italiane, nate da sforzi e sacrifici, sono una delle eccellenze del turismo nazionale. Garantiscono a circa 400 milioni di bagnanti ogni anno momenti di serenità, relax, ordine e sicurezza”. Ha evidenziato le difficoltà operative, con “mesi di preparazione, montaggio e smontaggio attrezzature, manutenzioni, salvataggio in mare e formazione del personale, spesso senza guadagni nei lunghi mesi invernali”. Secondo Scarselli, l’attività si regge su appena 30-40 giorni di alta stagione, rendendo ingiuste le accuse di speculazione.
Tra le richieste avanzate, Scarselli ha ribadito l’urgenza di un tavolo di confronto con il governo per rafforzare il ruolo del settore, il ripristino dell’aliquota IVA al 10% per garantire competitività fiscale e una tutela contro un’applicazione distorta della direttiva Bolkestein, che imporrebbe gare pubbliche senza considerare i servizi offerti dagli stabilimenti. Ha inoltre chiesto uno stop alla diffusione di “notizie false e denigratorie” che danneggiano l’immagine del comparto, invitando a riconoscere il contributo dei balneari al turismo italiano.
Salvatore Trinchillo: “Le spiagge libere sono un problema di gestione comunale”
Salvatore Trinchillo, presidente del Sindacato Italiano Balneari Confcommercio Campania, ha affrontato il tema delle polemiche legate al cosiddetto “caro spiaggia” e alla gestione delle spiagge libere. Commentando il calo dei consumi registrato tra il 20 e il 30 luglio, Trinchillo ha precisato che “si tratta di un fenomeno che si verifica ogni anno, ma quest’estate è stato più accentuato. Tuttavia, già ad agosto le spiagge si sono nuovamente riempite di presenze”. Ha respinto le accuse di prezzi eccessivi, sottolineando che le contestazioni nascono spesso dalla cattiva gestione delle spiagge libere da parte dei Comuni: “Troppo spesso queste aree vengono abbandonate, senza rispetto delle norme e prive di servizi essenziali come pulizia, vigilanza, salvataggio e infermeria. Questo lascia i cittadini senza alternative reali e porta a demonizzare gli imprenditori balneari”.
Trinchillo ha anche espresso la disponibilità del settore a collaborare con le amministrazioni locali per migliorare la gestione delle spiagge libere, proponendo una sinergia per garantire inclusione e accessibilità. Ha però criticato l’esclusione dei balneari dal processo decisionale, come nel caso del piano spiagge di Pozzuoli: “Abbiamo inviato quattro PEC in due anni senza mai ricevere risposta. Non accettiamo la totale mancata considerazione da parte dei Comuni”.
Un settore sotto pressione, ma pronto a collaborare
Le dichiarazioni di Scarselli e Trinchillo riflettono un settore che si sente sotto attacco, ma che rivendica con orgoglio il proprio ruolo nel turismo italiano. La crisi dei consumi, aggravata dalla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, e le incertezze legate alla direttiva Bolkestein continuano a pesare sugli operatori. Tuttavia, entrambi i rappresentanti sottolineano la volontà di dialogare con le istituzioni per trovare soluzioni equilibrate, che tutelino le imprese e migliorino l’offerta turistica. La richiesta di un’aliquota IVA ridotta e di una gestione più efficace delle spiagge libere si affianca all’appello per un riconoscimento del valore sociale ed economico degli stabilimenti balneari, che restano un pilastro del turismo italiano.