Il governo intende accelerare sulla partita balneari puntando a una modifica dell’articolo 49 del Codice della navigazione per riconoscere un indennizzo agli operatori uscenti, mentre prosegue il confronto con Bruxelles sulle regole di riordino e sulle future gare.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, intervenendo in Senato a margine di iniziative sul turismo, ha descritto il dossier come una delle questioni più complesse affidate al MIT, rivendicando la volontà di “prendersi carico” della trattativa. Nel quadro del braccio di ferro tra Roma e UE, Salvini ha evidenziato una persistente chiusura delle istituzioni comunitarie rispetto alle richieste italiane sul futuro delle concessioni demaniali marittime.

Al centro dell’intervento annunciato c’è la riscrittura dell’articolo 49 del Codice della navigazione, che oggi prevede l’acquisizione gratuita allo Stato delle opere inamovibili e degli investimenti realizzati sul demanio alla scadenza della concessione. L’obiettivo dichiarato è ribaltare quel meccanismo introducendo almeno un riconoscimento economico (indennizzo) a favore dei concessionari che arrivano a fine titolo, valorizzando gli investimenti effettuati.
Secondo Salvini, un decreto sull’indennizzo di fine concessione potrebbe arrivare già al prossimo Consiglio dei ministri, come tassello del più ampio riordino del settore. Parallelamente, il ministro ha indicato una traiettoria che porta alla messa a bando delle spiagge entro l’estate 2027, con l’ipotesi di una proroga tecnica al 2028.
Salvini ha ricordato che il comparto balneare vale “almeno 10 miliardi di euro di business”, sottolineando l’impatto economico e occupazionale del settore. Nel merito politico, ha criticato le priorità europee, sostenendo che — pur in un contesto internazionale segnato da crisi — l’attenzione dell’UE resti concentrata sulle procedure di gara delle coste italiane, mentre l’esecutivo rivendica “buon senso” e certezze operative per gli operatori.
Come mai solo l’Italia è tenuta a fare le gare Spagna. ?? Croazia .. Portogallo se ne sbattono i maroni!
A mio avviso le conccesioni antecedenti al 2009 non rientrano nella bolkenstain, la legge non puo essere rettroattiva, io ritengo di rivolgersi alla corte di giustizia europea.
Catalina è alle porte e Salvini pensa ancora di deliberare. Fino a quando abuserà della nostra pazienza
D’altronde caro Salvini, tutti ci chiediamo: se dopo aver già rinnegato l’art 37 del CDN (quello “originale” rimasto in vigore per settant’anni poi “modificato”) e l’art 10 della 88/2001, mantenere l’art 49 dello stesso codice, poteva essere congruente, per meglio dire “legittimo”!
perche non ho saputo piu nulla su questa normativa che il comune di genova a veva proposto nel 2023 ? e perche non metterla per gli indennizzi, , sarebbe tutto piu facile
Il Comune di Genova ha introdotto una novità significativa riguardo l’assegnazione delle concessioni balneari, in linea con la direttiva Bolkestein. I concessionari uscenti, che non hanno vinto le nuove gare di assegnazione, riceveranno un indennizzo. Questo risarcimento sarà a carico del concessionario subentrante e sarà calcolato sulla base del valore aziendale, parametrato al fatturato annuale del 2023 moltiplicato per un coefficiente di 2,5.